Energia: senatori americani propongono il divieto alle importazioni di uranio dalla Russia

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Uranio - Sputnik Italia, 1920, 18.03.2022
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È l'ennesima sanzione da parte di Washington contro Mosca per la crisi in Ucraina: Joe Biden ha imposto il divieto di tutte le importazioni di energia dalla Russia.
Un gruppo di senatori repubblicani negli Stati Uniti ha presentato un disegno di legge per vietare le importazioni di uranio dalla Russia, affermando che "è giunto il momento di rimuovere definitivamente tutta l'energia russa dal mercato americano". Il disegno di legge è stato avviato da John Barrasso, un membro della commissione per l'energia e le risorse naturali del Senato, sostenuto dai senatori Cynthia Lummis, Roger Marshall e Kevin Cramer.
In una dichiarazione di giovedì, il senatore Barrasso ha affermato che "sebbene vietare le importazioni di petrolio, gas e carbone russi sia un passo importante, non può essere l'ultimo". Ha inoltre ribadito che il divieto alle importazioni di uranio russe "indebolirà ulteriormente la macchina da guerra russa, aiuterà a rilanciare la produzione americana di uranio e aumenterà la nostra sicurezza nazionale [statunitense]".
Marshall, da parte sua, ha ricordato che "le importazioni dalla Russia e dai suoi alleati, Kazakistan e Uzbekistan, rappresentano quasi la metà dell'uranio che alimenta le centrali nucleari degli Stati Uniti". "Questo alto livello di dipendenza dall'uranio straniero stava minacciando il nostro interesse nazionale e la sicurezza nazionale prima che la Russia invadesse l'Ucraina, ora è semplicemente inaccettabile. […] Basta: indipendenza energetica significa totale indipendenza energetica e questo deve includere l'uranio", ha aggiunto il senatore.
Gli ha fatto eco Scott Melbye, presidente della Uranium Producers of America e vicepresidente esecutivo della Uranium Energy Corp, che ha accusato Mosca di "coltivare da tempo la dipendenza americana dal combustibile nucleare russo" e di "porre una pericolosa minaccia" per "l'energia" degli Stati Uniti".
"Non possiamo più tollerare questa dipendenza dall’uranio. […] Gli Stati Uniti hanno ampie risorse di uranio e la capacità di produrre secondo i più elevati standard globali. L'industria nazionale dell'uranio è pronta a collaborare con il governo statunitense e altri fornitori occidentali di uranio per garantire che ogni singolo reattore domestico sia in grado di mantenere le operazioni, poiché l'economia statunitense fa sempre più affidamento sull'energia nucleare pulita", ha affermato Melbye.
Secondo le stime della US Energy Information Administration rivelate l'anno scorso, l'uranio russo rappresentava almeno il 16% degli acquisti americani nel 2020, mentre Canada e Kazakistan ciascuno fornivano il 22%.
Le importazioni di uranio sono di grande importanza per gli Stati Uniti, che hanno 93 reattori nucleari operativi, più di qualsiasi altro paese al mondo.
Le osservazioni di Melbye hanno seguito quelle del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che ha annunciato il divieto delle forniture russe di petrolio, gas naturale e carbone a Washington, in risposta all'operazione speciale militare in corso di Mosca in Ucraina.
Biden ha affermato che gli Stati Uniti stanno "prendendo di mira l'arteria principale dell'economia russa", vietando "tutte le importazioni di petrolio, gas ed energia russi". La mossa è arrivata nell'ambito delle "gravi" sanzioni di Washington nei confronti di Mosca per la sua operazione speciale per smilitarizzare e de-nazificare l'Ucraina, lanciata il 24 febbraio, a seguito di una richiesta di aiuto delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk (DPR e LPR), che ha visto settimane di attacchi sempre più intensi da parte dell'esercito ucraino.
In uno degli ultimi sviluppi, il ministero della Difesa russo, Sergej Shoygu, ha affermato che oltre il 90% della regione di Lugansk è ora controllata dalle forze russe. Il ministero ha ripetutamente sottolineato che l'operazione speciale prende di mira solo le infrastrutture militari ucraine e gli attacchi con armi di alta precisione russe non rappresentano una minaccia per la popolazione civile.
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