Cdm, oggi al via il decreto energia: benzina giù di 15 centesimi e sostegni a famiglie e imprese

© AFP 2022 / JEFF PACHOUD benzina
benzina - Sputnik Italia, 1920, 18.03.2022
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Quello di oggi sarà un Consiglio dei ministri particolarmente atteso da imprese e cittadini, il governo infatti ha in agenda di approvare un pacchetto di misure volte ad aiutare le famiglie e le imprese ad affrontare il caro-bollette ed il caro-energia.
Il ministro dell'Economia Daniele Franco, con il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ed il sottosegretario Roberto Garofoli, è alle prese, in questi giorni, con l’elaborazione del decreto energia, che dovrebbe poter aiutare famiglie ed imprese in questo delicato momento.
Si prevede il taglio di 15 centesimi delle accise su benzina e gasolio per due o tre mesi, grazie ai maggiori incassi dell'Iva sui carburanti di questo periodo, ma altri nodi da sciogliere saranno quelli legati alla cassa integrazione, ai ristori diretti, al tetto per il costo dell’energia e agli aiuti per le famiglie a basso reddito e per le imprese.
Da valutare anche la possibilità di poter effettuare un prelievo sugli extra-profitti delle società energetiche, anche se il rischio, con il fatto che la manovra non potrà essere retroattiva, è quello di una scarsa efficacia dell’iniziativa, se da oggi in avanti i costi dell’energia dovessero rientrare.
Intanto, anche Confindustria in questi giorni ha fatto sentire la sua voce. Il presidente Carlo Bonomi, ieri, in un’intervista rilasciata al Messaggero, ha chiesto un tetto al prezzo del gas, al fine di evitare una stagnazione che, senza interventi strutturali, rischia di trasformarsi in recessione.

"Molti dicono che stiamo rallentando per colpa della guerra, ma già a novembre Confindustria faceva notare come la produzione industriale stesse rallentando”, ha dichiarato Bonomi, aggiungendo poi che "le imprese energivore sotto l'impatto di questi prezzi stanno bloccando la produzione”.

Sono assolutamente necessarie poi per Confindustria misure strutturali atte a tamponare questa situazione, prima che possa diventare irreparabile, e preoccupa fortemente anche l'assenza di un nuovo piano energetico dovuto "all'inerzia" della burocrazia.
"Andrebbe subito messo un tetto al prezzo del gas. Draghi ha fatto molto bene a tentare di coinvolgere l'Europa, ma se l'operazione non riesce, l'Italia deve farlo anche da sola", ha concluso il capo di viale dell'Astronomia.
E intanto ci si aspettano anche dal prossimo Consiglio UE del 24 e 25 marzo interventi e normative in materia energetica, previsto il via libera al temporary framework sugli aiuti di Stato e forse anche un Energy Recovery Fund dotato di un nuovo debito comune, necessario per calmierare i prezzi dell'energia e per prevedere acquisti e successivi stoccaggi del gas comuni e condivisi a livello europeo.
Ed è qui che si giocherà la partita più complicata, l’Italia infatti avrebbe chiesto all'UE di imporre un tetto massino al prezzo del gas importato per Paese: potrebbe essere 100 euro a megawattora, mentre Spagna e Portogallo propongono di fissare un prezzo massimo per l'elettricità nell'Unione Europea di 180 euro per MWh sul mercato all'ingrosso, come ha recentemente dichiarato il ministro della Transizione Ecologica della Spagna Teresa Ribera all'emittente radiofonica Onda Cero.
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