Svizzera, direttore generale di Gaznat: "l'Europa avrà difficoltà a fare a meno del gas russo"

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Gasdotto  - Sputnik Italia, 1920, 17.03.2022
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René Bautz, direttore generale di Gaznat, società svizzera di forniture di energia e presidente del Global Gas Centre di Ginevra, in un’intervista concessa a Swissinfo, esprime la sua posizione sulla crisi energetica a cui sta andando incontro l'Europa a seguito della sanzioni alla Russia.
Dopo la decisione di Washington di bloccare l'importazione degli idrocarburi provenienti dalla Russia, a cui ha fatto seguito l'UE, l'Europa si interroga se può veramente fare a meno del gas russo.

Secondo René Bautz, direttore generale di Gaznat e presidente del Global Gas Centre di Ginevra, nella sua intervista concessa a Swissinfo, mentre: “gli Stati Uniti sono un paese esportatore di gas, la quota di gas russo importato dall'Europa è del 40%. Nel caso di un'interruzione totale del gas russo, riempire i depositi quest'estate sarà una grossa sfida. Si dovranno concludere nuovi contratti a lungo termine, fare grandi investimenti nel gas liquefatto in Europa, e questo richiederà dai 3 ai 4 anni. Ci sarà un prima e un dopo”.

In questo momento l'Europa dispone ancora di sufficienti riserve di gas, infatti da un lato esse sono ancora piene di circa il 30% e dall'altro la Russia sta regolarmente fornendo ancora circa 250 milioni di metri cubi di gas al giorno.

Per quanto riguarda eventuali alternative al gas russo, secondo Bautz: “Ci sono il Nord Africa, il Mar Caspio a est, il Mare del Nord con la Baltic-Pipe in costruzione, che collega la Norvegia alla Polonia attraverso la Danimarca. C'è anche un progetto in Egitto con giacimenti scoperti nel Mediterraneo. Sarebbe anche possibile aumentare le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL), ma sono necessari terminali portuali in grado di liquefare il gas a -163°C per ridurne il volume e poi riscaldarlo quando arriva a destinazione. La Germania, che importa il 49% del suo gas dalla Russia, non ne possiede nemmeno uno”.

Un altro problema, inoltre, non secondario riguarda la produzione di elettricità, che nei principali paesi europei dipende in larga parte dal carbone russo.
Bautz infine, nella sua intervista concessa a Swissinfo, lancia uno sguardo al futuro: "Il gas non ha ancora detto la sua ultima parola, anche se viene messo in discussione. A lungo termine, dobbiamo decarbonizzare progressivamente le energie fossili e sviluppare le energie rinnovabili e la biomassa vegetale, un potenziale che non è ancora sfruttato. Elettrificare tutto non è possibile e sarebbe troppo costoso. Meglio affidarsi a un mix di fonti energetiche".
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