Corsica, la Francia è pronta a concedere l’indipendenza?

© AFP 2022 / Pascal Pochard-CasabiancaПротестующие держат плакат с надписью «Французское государство — убийца» в Бастии на Корсике
Протестующие держат плакат с надписью «Французское государство — убийца» в Бастии на Корсике - Sputnik Italia, 1920, 17.03.2022
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Da circa due settimane nell’isola è in corso una violenta rivolta indipendentista, scatenatasi dopo l’aggressione, subita nel carcere di Arles, da Yvan Colonna, uno tra i più conosciuti indipendentisti corsi, che si trova ora in stato di coma a lottare tra la vita e la morte.
È dal 2 marzo che in Corsica sono in corso violente proteste, nate a seguito dell’aggressione subita in carcere da Yvan Colonna, storico leader dell’indipendentismo corso, che stava scontando nel carcere di Arles l’ergastolo per l’omicidio avvenuto nel 1998 del prefetto della Corsica, Claude Érignac.
Colonna è stato aggredito da un jihadista afghano, anche lui detenuto nello stesso carcere, che lo ha strangolato per oltre 8 minuti, ed ora lotta tra la vita e la morte.

Proprio per cercare di trovare una soluzione pacifica agli scontri, il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, si è recato in Corsica per una storica missione, dichiarando, in un'intervista a Corse-Matin, come riporta Le Figaro: “Siamo pronti ad andare fino all'autonomia. Ecco, la parola è stata detta. La domanda successiva è sapere cos’è questa autonomia. Dobbiamo discuterne".

Intanto, sull’isola non si placano gli scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine, che solo nella giornata di domenica 13 marzo hanno causato 67 feriti, tra cui 44 agenti tra le forze dell’ordine.

Gilles Simeoni, il presidente del Consiglio esecutivo della Corsica, il governo dell'isola, a France Info ha dichiarato che "non è ancora una vittoria, né per me né per il popolo corso, [ma è] importante che il ministro dell'interno, a nome del primo ministro, e probabilmente del presidente della Repubblica, dica oggi pubblicamente che il governo e lo stato sono pronti a entrare in una discussione storica".

Questa apertura del governo Macron ha scatenato in Francia una serie di dure prese di posizione: per Marine Le Pen, presidente del Rassemblement National e prossima candidata alle elezioni presidenziali “[la Corsica] deve restare francese”; Fabien Roussel, candidato comunista, dichiara a Rmc di essere “contrario, non è così che riempiremo il frigo dei corsi”; Eric Zemmour, candidato di Reconquete!, ripreso da Le Parisien, dice di sostenere “un'identità fiera di una Corsica forte in una Francia forte”; infine Valérie Pécresse, a France Inter, afferma che “l'autonomia deve essere fatta nel quadro della Repubblica e non deve portare allo smantellamento della Repubblica”.
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