Kiev propone un modello di stato demilitarizzato austriaco o svedese. Cremlino: è un "compromesso"

© Sputnik . Alexandr Kryazhev / Vai alla galleria fotograficaLe delegazioni russa e ucraina al primo turno di negoziati
Le delegazioni russa e ucraina al primo turno di negoziati - Sputnik Italia, 1920, 16.03.2022
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Ai negoziati Kiev propone di creare in Ucraina un modello di stato demilitarizzato come quello austriaco o svedese, in presenza di un esercito nazionale, ha riferito il capo della delegazione russa, l'aiutante del presidente Vladimi Medinskiy.
"Conservazione e sviluppo della neutralità dell'Ucraina, demilitarizzazione dell'Ucraina: si sta trattando su tutta una serie di questioni legate alle dimensioni dell'esercito ucraino. L'Ucraina propone un modello austriaco-svedese di stato neutrale demilitarizzato, ma uno stato che comunque conserva il proprio esercito e marina militare. Su tutte queste questioni si tratta in seno ai capi dei ministeri della Difesa di Russia e Ucraina", ha detto Medinskiy.
La conversione dell'Ucraina in una nazione demilitarizzata, come l'Austria o la Svezia, con il proprio esercito, può eseere considerata come un compromesso, ha detto poi il portavoce del Cremlino, Dmitriy Peskov mercoledì.
"Questa è l'opzione che si sta effettivamente discutendo al momento e che può essere vista come un possibile compromesso", ha detto Peskov ai giornalisti.
Il capo della delegazione russa ha ricordato che "l'Ucraina è già ora neutrale". "Proprio a condizione di mantenere una neutralità l'Ucraina si è staccata dall'Unione Sovietica nel 1991, e questa neutralità fa parte della Dichiarazione di Sovranità dell'Ucraina", ha sottolineato l'aiutante del presidente russo.
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"Indubbiamente, una questione chiave per noi è lo status della Crimea e del Donbass, nonchè una serie di questioni umanitarie, tra le quali la denazificazione, i diritti della popolazione russofona, la posizione della lingua russa e via dicendo", ha aggiunto Medinskiy. Inoltre, questi ha smentito le dichiarazioni di Kiev, secondo cui la questione denazificazione era stata esclusa dai negoziati.
"No, non è esattamente così. La questione della denazificazione e di punizioni più severe, l'applicazione delle leggi, soprattutto le punizioni per coloro che ideologizzano il nazismo, il neonazismo, l'estremismo a base nazista, è ancora un punto importante nell'ordine del giorno dei negoziati", ha riferito Medinskiy.
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