Lavrov: l'Ucraina non può avere armi che rappresentano una minaccia per la Russia

© SputnikIl Presidente Mario Draghi ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, a Palazzo Chigi
Il Presidente Mario Draghi ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, a Palazzo Chigi - Sputnik Italia, 1920, 16.03.2022
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In precedenza, il ministero della Difesa russo aveva affermato che c'erano circa 30 biolaboratori sul territorio dell'Ucraina.
Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha affermato che l'Ucraina non può avere armi che rappresentano una minaccia materiale per la Russia.

"in Ucraina non possono esserci armi che rappresentano una minaccia per la Russia. Siamo pronti a coordinare quei tipi di armi che non rappresentano una minaccia per noi", ha affermato Lavrov.

Lavrov afferma che ai negoziati si sta discutendo seriamente la neutralità dell'Ucraina, nel quadro delle richieste della Russia sulle garanzie di sicurezza.

"Si sta discutendo seriamente la neutralità (dell'Ucraina - ndr), oltre, ovviamente, alle garanzie di sicurezza", ha dichiarato Lavrov.

I negoziati tra Russia e Ucraina sono difficili, ma c'è qualche speranza per un compromesso, ha aggiunto il ministro degli Esteri russo.
Allo stesso tempo, ha sottolineato che questo dettaglio dovrebbe essere risolto anche indipendentemente dalla possibile adesione di Kiev alla NATO, poiché i paesi occidentali possono fornire armi d'attacco all'Ucraina anche se questa non fa parte dell'Alleanza.
In precedenza, il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov aveva affermato che la Russia avrebbe interrotto immediatamente le sue operazioni militari se le autorità ucraine rinunciassero all'intenzione di entrare in "qualsiasi blocco" e riconoscessero il referendum in Crimea e l'indipendenza delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk (DPR e LPR).
Il 24 febbraio, la Russia ha avviato un'operazione militare in Ucraina, in risposta alle richieste di aiuto delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. Il presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato che la "smilitarizzazione e denazificazione" del Paese sono tra gli obiettivi chiave dell'operazione speciale. Mosca ha ripetutamente sottolineato di non avere in programma di occupare l'Ucraina, insistendo sul fatto che le forze armate prendono di mira solo le infrastrutture militari del Paese.
Gli Stati Uniti ed i loro alleati, compreso il Giappone, hanno risposto imponendo sanzioni globali contro la Russia, mentre molte compagnie straniere hanno deciso di lasciare il mercato del Paese.
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