E.ON, gigante tedesco dell'energia: l'uscita dal Nord Stream non è messa in discussione

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La nave posatubi Fortuna - Sputnik Italia, 1920, 16.03.2022
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La società energetica ucraina Naftogaz ha recentemente invitato l'Europa a imporre sanzioni al Nord Stream, l'insieme di gasdotti offshore che vanno dalla Russia alla Germania sotto il Mar Baltico. La rete di gasdotti è in grado di fornire all'Europa fino a 55 miliardi di metri cubi di gas all'anno.
Il colosso energetico tedesco E.ON interromperà l'acquisto di gas naturale dalle società russe, ma non ha intenzione di ritirarsi dal Nord Stream, ha affermato il CEO Leonhard Birnbaum.
"Acquistiamo il nostro gas nei mercati all'ingrosso in Europa. E.ON non ha contratti di fornitura a lungo termine direttamente con i produttori. Tuttavia, una piccola quantità di gas naturale nel nostro portafoglio è stata acquistata dalle società commerciali di Gazprom in Europa. A causa del conflitto in Ucraina, abbiamo smesso di acquistare nuovi volumi di gas da queste società. Il mercato russo non è tra le nostre regioni obiettivo", ha affermato Birnbaum in una dichiarazione rilasciata mercoledì.

"Non stiamo pensando di ritirarci dal Nord Stream. Questo è un asset che non può essere venduto. Potremmo cederlo gratuitamente al principale azionista russo [Gazprom - ndr], ma non sarebbe redditizio. Se abbandonassimo la nostra gestione sui diritti, daremmo all'azionista di maggioranza dalla Russia il diritto di prendere decisioni in modo indipendente", ha aggiunto Birnbaum.

L'amministratore delegato ha indicato che una prolungata carenza di importazioni di energia causerà problemi all'azienda sul lungo termine.
"La situazione attuale non facilita certo i nostri affari", ha affermato, aggiungendo che la Germania può costruire un nuovo terminale di gas naturale liquefatto (LNG) prima della fine del 2023, con l'indipendenza dal gas russo possibile in 2-3 anni.
La Russia ha fornito alla Germania oltre 50 miliardi di metri cubi di gas nel 2021, mentre, nello stesso anno, le industrie dell'Europa centrale hanno importato circa 142 miliardi di metri cubi.
Il Nord Stream è diventato operativo tra il 2011 ed il 2012. Il sistema di gasdotti è gestito da Nord Stream AG, di cui il 51% è di proprietà di una controllata di Gazprom, e il 15,5% ciascuno dalle tedesche Wintershall ed E.ON. Un altro 9% ciascuno è di proprietà di NV Nederlandse Gasunie e della francese Engie.
Nord Stream 2 è un gasdotto russo-europeo che integra il Nord Stream ed è stato completato e reso pronto per il funzionamento alla fine dello scorso anno, quando le autorità di regolamentazione tedesche ne hanno certificato i progressi. La certificazione del progetto è stata poi sospesa il 22 febbraio, in risposta al riconoscimento da parte della Russia delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk come nazioni indipendenti. L'operatore di tale rete di gasdotti, con sede in Svizzera, ha dichiarato fallimento il 1° marzo.
La crisi in Ucraina e l'incertezza sulla fornitura di petrolio e gas russo all'Europa e ad altri mercati hanno causato un aumento senza precedenti dei prezzi dell'energia. Gazprom e altre società russe hanno promesso di continuare a rifornire i loro clienti in base ai contratti precedentemente concordati, il gas continua a fluire attraverso l'infrastruttura di transito dell'Ucraina ai clienti europei nonostante l'operazione militare russa nel paese.
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