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La situazione in Ucraina
La Russia ha lanciato un'operazione speciale in Ucraina il 24 febbraio dopo che le Repubbliche del Donbass hanno chiesto aiuto a causa dei continui attacchi delle forze di Kiev.

Ambasciata cinese negli Usa nega che Russia possa aver chiesto a Cina aiuto contro Ucraina

© Depositphotos / RyzhovBandiere Russia Cina
Bandiere Russia Cina - Sputnik Italia, 1920, 14.03.2022
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Un portavoce dell'ambasciata cinese negli Stati Uniti ha respinto le accuse dei media secondo cui Mosca avrebbe fatto richiesta a Pechino di equipaggiamento militare e altro supporto logistico.
In precedenza, il Financial Times aveva affermato che la Russia aveva chiesto alla Cina armi e altri rifornimenti per sostenere l'operazione militare speciale del Cremlino in Ucraina. Secondo quanto riferito, fonti anonime dell'intelligence del governo statunitense avrebbero fatto accenno al caso senza tuttavia chiarire che tipo di assistenza sarebbe stata discussa nel mezzo del riavvicinamento tra Russia e Cina a causa delle pressioni occidentali.
Liu Pengyu, un portavoce dell'ambasciata, avrebbe detto all'agenzia di stampa Reuters domenica che "non ne aveva mai sentito parlare", in riferimento alle voci su di una tale richiesta di Mosca a Pechino. L'obiettivo della Cina, secondo Liu, è semplicemente quella di impedire che l'operazione militare speciale del Cremlino in Ucraina vada fuori controllo.
"L'attuale situazione in Ucraina è davvero sconcertante", ha osservato il diplomatico cinese in risposta alla Reuters. "L'alta priorità ora è impedire che la situazione di tensione si intensifichi o addirittura sfugga al controllo".
Secondo il rapporto del Financial Times, che cita funzionari statunitensi lasciati tuttavia nell’anonimato, Washington emetterà un avvertimento ai suoi alleati sulla scia di questa presunta richiesta fatta dalla Russia alla Cina.
Tutto ciò avviene mentre Jake Sullivan, il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, si prepara a incontrare Yang Jiechi, un alto funzionario di politica estera del Partito Comunista Cinese (PCC), oggi, lunedì 14 marzo, a Roma. La settimana scorsa Sullivan aveva messo in guardia il PCC dal tentare di "salvare" Mosca aiutando il Cremlino a eludere le dure sanzioni imposte alla federazione.
Si dice che gli Stati Uniti siano sempre più preoccupati per il rapporto del PCC con il Cremlino, che si è rafforzato poiché entrambi i paesi si sono uniti nella loro opposizione a Washington su questioni che vanno dalla NATO alle sanzioni in corso.
Il mese scorso, i leader delle due nazioni hanno firmato una dichiarazione congiunta a Pechino in cui affermavano che l'alleanza Pechino-Mosca "non aveva limiti", segnalando che le due potenze nucleari erano diventate più vicine.
Sabato, il premier cinese Li Keqiang ha sottolineato che il PCC sta perseguendo una politica estera pacifica e indipendente e ha invitato tutti i paesi membri a rispettare la Carta delle Nazioni Unite che afferma, tra l’altro, "di garantire, mediante l'accettazione dei principi e l'istituzione di metodi, che la forza armata non sarà usata, se non nell'interesse comune".
Sono state esercitate pressioni sulla Cina in risposta all'operazione militare speciale in corso del Cremlino in Ucraina. Il governo russo ha dichiarato che cerca di smilitarizzare e ottenere una "denazificazione" dell'Ucraina. L'operazione militare speciale, lanciata il 24 febbraio dal presidente russo Vladimir Putin, sarebbe mirata solo alle infrastrutture militari ucraine e, secondo le affermazioni del Cremlino, non rappresenta una minaccia diretta per i civili.
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