Repubblica Ceca, oltre 600 volontari vogliono combattere a supporto di Kiev

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Il Castello di Praga - Sputnik Italia, 1920, 12.03.2022
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Più di 600 cittadini della Repubblica Ceca, desiderosi di partecipare alle azioni militari in Ucraina a supporto delle truppe di Kiev, si sono rivolti con domande di adesione al Castello di Praga, ha riferito sabato l'amministrazione del Presidente della Repubblica in un comunicato sul suo sito web.
"L'amministrazione del Presidente ceco ha registrato più di 600 persone che hanno presentato domanda per entrare nelle forze armate di uno stato straniero che non fa parte della NATO, in questo caso l'Ucraina", si legge nel comunicato.
Lo scorso 4 marzo, il primo ministro Petr Fiala, dopo un incontro con il presidente della Repubblica Milos Zeman, ha annunciato di aver concordato con il capo di stato che quei cittadini cechi che parteciperanno ai combattimenti in Ucraina dalla parte di truppe governative sarebbero stati esentati dalla responsabilità penale. In precedenza, il presidente dell'Ucraina Vladimir Zelensky aveva invitato i cittadini di paesi stranieri ad unirsi all'esercito ucraino per partecipare alle azioni belliche.
Secondo le leggi della Repubblica Ceca, i cittadini possono prendere parte ai combattimenti come parte delle forze armate di un altro stato solo se ricevono il permesso dal presidente del paese, che è il comandante supremo delle forze armate ceche.
La Russia ha annunciato l'inizio di un'operazione militare speciale in Ucraina la mattina di giovedì 24 Febbraio. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che lo scopo dell'operazione è la "protezione delle persone che sono state vittima di violenza e genocidio da parte del regime di Kiev per otto anni".
Per questo motivo, ha detto, si deve effettuare una "smilitarizzazione e denazificazione dell'Ucraina", oltre che assicurare alla giustizia tutti i criminali di guerra responsabili di "crimini sanguinari contro i civili" del Donbass.
Con il supporto delle forze armate della Federazione Russa, i gruppi della DPR e LPR proseguono la loro avanzata. Tuttavia, non è prevista l'occupazione dell'Ucraina, ha sottolineato il presidente russo.
Alla data dell'11 marzo, sarebbero state distrutte più di 3.200 infrastrutture militari, 98 aerei, 1.041 tra carri armati e altri veicoli corazzati da combattimento, 113 sistemi lanciarazzi a lancio multiplo e 118 droni, incluso il Bayraktar TB2 turco.

Il territorio intorno alle centrali nucleari di Chernobyl (fuori servizio) e Zaporizhzhye (ancora operativa) è stato messo sotto controllo. Dopo otto anni, il canale della Crimea settentrionale è stato sbloccato e sono in corso i lavori per ripristinare l'approvvigionamento idrico della Crimea.

L'offensiva si sviluppa da più direzioni. Mentre Kiev risulta bloccata da ovest, le forze armate russe hanno ottenuto la supremazia aerea su tutta l'Ucraina. Tuttavia, una mappa dettagliata delle regioni dell'Ucraina in cui opera l'esercito russo non è stata ancora pubblicata ufficialmente.
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