Landini: “Viviamo tre emergenze, servono politiche straordinarie”

© Foto : Palazzo ChigiDraghi e Landini
Draghi e Landini  - Sputnik Italia, 1920, 12.03.2022
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Il segretario generale della Cgil chiede una convocazione del governo, per discutere di strategie contro il caro energia, l’aumento del costo delle materie prime, la crisi climatica, la guerra e la pandemia.
Maurizio Landini, intervistato da La Stampa, ribadisce il no alla guerra e esorta a trovare una strada per una tregua e l’inizio di un negoziato che metta fine agli scontri in Ucraina e nello stesso tempo lancia le nuove sfide da affrontare insieme al governo e alle parti sociali.
“Il governo ci convochi e si apra un confronto a tutto campo. Si stanno sommando tre emergenze: il Covid, che non finisce, la crisi climatica e la guerra. La situazione è straordinaria, penso servano risposte politiche straordinarie, sia nel nostro Paese che in Europa”.
Per il segretario generale della Cgil, “servono provvedimenti che siano in grado sostenere le imprese, il reddito delle famiglie, sia riducendo l’Iva sui beni di largo consumo sia intervenendo sul caro bollette, sia con cassa integrazione dove i costi di produzione non sono sostenibili”.
Questa strategia prevede, in parallelo, che in campo europeo venga superata “definitivamente la logica dell’austerità” e si cancelli “il Fiscal Compact”.

Le sanzioni le paghiamo anche noi

Landini è convinto che serva un cambio del “modello di sviluppo” e che bisogna “investire in politiche industriali e ricerca”.
Da una parte, per combattere il Covid “dobbiamo investire davvero sulla sanità e sulla prevenzione e quindi sulle strutture pubbliche”, e poi “dobbiamo assolutamente fermare la guerra in Ucraina e impedire che lo strumento della guerra torni ad essere in Europa lo strumento che regola i rapporti tra gli stati e tra le persone”.
Su questo punto e sulla strategia finora adottata dall’Occidente, cioè l’imposizione di sanzioni economiche alla Russia, Landini ammette che “sono una strada, ma dobbiamo essere consapevoli che alla lunga non le paga solo la Russia, visto che l’Europa è una delle zone che ha maggiori rapporti economici con loro”.
Per fare fronte alle conseguenze “occorre agire sul fisco, ridurre l’Iva e contrastare l’inflazione” e a livello europeo “bisogna invece costituire dei nuovi fondi per contrastare la nuova emergenza, ma anche sostenere politiche di sviluppo”.

Il segretario della Cgil non esclude scostamenti di bilancio e un nuovo modello di Europa, con “una politica sociale, fiscale ed economica comune”.

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