Drone precipitato a Zagabria, premier Plenkovic: chiara minaccia per tutti i paesi della NATO

© REUTERS / Antonio BronicIl luogo della caduta del drone a Zagabria, in Croazia
Il luogo della caduta del drone a Zagabria, in Croazia - Sputnik Italia, 1920, 12.03.2022
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La caduta di un drone di fabbricazione sovietica giovedì sera a Zagabria è stata una chiara minaccia per tutti i paesi membri della NATO, ha affermato il primo ministro croato Andrej Plenkovic, che si è recato sul luogo dell'incidente.
Il velivolo è precipitato giovedì sera nella zona verde di uno dei quartieri della capitale della Croazia, si è sentita un'esplosione ed è rimasto un cratere, l'area è stata transennata.
La polizia ha trovato due paracadute nelle vicinanze. Sabato, Plenkovic, insieme a membri del governo e i capi delle forze dell'ordine, ha ispezionato il luogo della caduta del drone, prima dei lavori di raccolta dei resti del velivolo.

“Ci troviamo sul luogo dove un giorno e mezzo fa è caduto un drone, chiamatoTu-141 Strizh, di fabbricazione sovietica, che apparentemente è decollato dal territorio dell'Ucraina, secondo quanto sappiamo al momento. Non sappiamo chi possedesse il drone. Stando alle dichiarazioni da parte russa e ucraina, entrambi affermano che non apparteneva a loro, ma a qualcun altro. Ha superato, oltre allo spazio aereo ucraino, anche quello rumeno e ungherese ed è entrato nello spazio aereo croato, ha sorvolato la Croazia per circa 7 minuti ed è caduto qua, dove abbiamo 4.500 studenti, un ristorante, un night club, un altro ristorante, un ponte sulla Sava, edifici residenziali a 200 metri di distanza. Siamo stati fortunati in questa grande disgrazia e nessuno è rimasto ferito, sono state danneggiate 40 auto parcheggiate", ha detto ai giornalisti il ​​capo del governo croato.

Plenkovic ha ricordato di essersi rivolto, venerdì, ufficialmente ai leader dei Paesi UE, ai capi del Consiglio UE Charles Michel, della Commissione Europea Ursula von der Leyen, della diplomazia UE Josep Borrell e al segretario generale della NATO Jens Stoltenberg.
"Li ho informati di questo incidente, sottolineando che qualcosa di simile potrebbe accadere in un'altra città, non per forza la principale, di qualsiasi stato della NATO o dell'UE. In teoria, sarebbe potuta essere Budapest o Lubiana, Bratislava, e così via. Ora è importante rafforzare la cooperazione, in modo che tutti i paesi possano essere informati in tempo su questo. Se sia stato accidentale o intenzionale, al momento non lo sappiamo", ha precisato il premier.

"Questo indica la necessità di una più stretta cooperazione all'interno della NATO, dello spazio aereo della NATO e dello spazio aereo rumeno, ungherese e croato. Non potremo tollerare più una situazione del genere, non deve ripetersi. Questa è una minaccia chiara a cui occorre rispondere, quindi solleveremo l'argomento in tutti gli organi dell'UE e della NATO e lavoreremo per aumentare la prontezza nostra e di tutti gli altri, in modo che tali aeromobili vengano distrutti in un luogo sicuro, anzichè volare e cadere in una parte molto popolata della città", ha sottolineato Plenkovic.

Il premier croato ha affermato che le autorità ungheresi non hanno reagito per 40 minuti al volo del drone nel loro spazio aereo, ma "questa è una domanda di Budapest". Plenkovic ha precisato che, al momento della caduta del drone e dopo, stava lavorando sulla dichiarazione finale al vertice informale dell'UE in Francia insieme al primo ministro ungherese Viktor Orban, ed entrambi erano nella stanza senza cellulari, "poi i telefoni ci sono stati restituiti e l'abbiamo scoperto".
Considerate le circostanze, intorno alle 21:00 di venerdì, il primo ministro croato ha dichiarato necessario modernizzare la difesa aerea del Paese, acquisire sistemi di difesa aerea a corto raggio entro il 2023-2025. In precedenza, Zagabria aveva acquistato uno squadrone di 12 aerei francesi Rafale per 1,2 miliardi di euro, tasse incluse.
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