Cremlino: "Putin ha chiesto a Macron e Scholz di far pressione su Kiev per fermare i nazionalisti"

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Il presidente russo Putin - Sputnik Italia, 1920, 12.03.2022
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Vladimir Putin ha invitato il suo omologo francese, Emmanuel Macron, e il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, a far pressione al governo di Kiev, affinché i crimini dei nazionalisti ucraini siano fermati, ha riferito il servizio stampa del Cremlino.

"Il presidente Putin ha esortato Emmanuel Macron e Olaf Scholz a discutere con le autorità di Kiev per fermare questi atti criminali".

Il Cremlino ha inoltre dichiarato che il presidente russo avrebbe parlato in dettaglio della serie di colloqui tra i rappresentanti russi e ucraini, tenutisi in formato video nei giorni scorsi.

"Il Presidente della Russia ha parlato dettagliatamente della serie di colloqui tra i rappresentanti russi e ucraini, avvenuti nei giorni scorsi in formato video. A tal riguardo, i leader dei tre Paesi hanno considerato alcune questioni relative agli accordi in elaborazione, nonché l'implementazione delle note richieste russe", afferma il rapporto.

La Russia ha annunciato l'inizio di un'operazione militare speciale in Ucraina la mattina di giovedì 24 Febbraio. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che lo scopo dell'operazione è la "protezione delle persone che sono state vittima di violenza e genocidio da parte del regime di Kiev per otto anni".
Per questo motivo, ha detto, si deve effettuare una "smilitarizzazione e denazificazione dell'Ucraina", oltre che assicurare alla giustizia tutti i criminali di guerra responsabili di "crimini sanguinari contro i civili" del Donbass.
Con il supporto delle forze armate della Federazione Russa, i gruppi della DPR e LPR proseguono la loro avanzata. Tuttavia, non è prevista l'occupazione dell'Ucraina, ha sottolineato il presidente russo.
All'11 marzo, sarebbero state distrutte più di 3.200 infrastrutture militari, 98 aerei, 1.041 tra carri armati e altri veicoli corazzati da combattimento, 113 sistemi lanciarazzi a lancio multiplo e 118 droni, incluso il Bayraktar TB2 turco.

Il territorio intorno alle centrali nucleari di Chernobyl (fuori servizio) e Zaporizhzhye (ancora operativa) è stato messo sotto controllo. Dopo otto anni, il canale della Crimea settentrionale è stato sbloccato e sono in corso i lavori per ripristinare l'approvvigionamento idrico della Crimea.

L'offensiva si sviluppa da più direzioni. Mentre Kiev risulta bloccata da ovest, le forze armate russe hanno ottenuto la supremazia aerea su tutta l'Ucraina. Tuttavia, una mappa dettagliata delle regioni dell'Ucraina in cui opera l'esercito russo non è stata ancora pubblicata ufficialmente.
Secondo la Difesa russa, al 2 marzo, durante l'operazione, 498 militari russi sarebbero stati uccisi, mentre 1.597 feriti. Nelle fila ucraine, secondo il dipartimento militare russo, le perdite sarebbere di gran lunga superiori: oltre 2.870 morti e circa 3.700 feriti.
Al 7 marzo, 474 civili sarebbero rimasti uccisi nel conflitto, mentre sarebbero 861 i feriti, secondo l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHCHR). Queste statistiche tengono conto, tra l'altro, delle perdite nei territori della DPR e della LPR, che, secondo le stime dell'UNHCHR, ammonterebbero a 24 morti e 112 feriti.
Sullo sfondo delle ostilità, in un gran numero di città e villaggi ucraini si sta profilando una catastrofe umanitaria. Il ministero della Difesa della Federazione Russa ritiene che la responsabilità ricada sulle autorità di Kiev, che si rifiutano di coordinare il lavoro dei corridoi umanitari, oltre che sui nazionalisti locali, i quali, in alcuni casi, secondo il dipartimento militare, userebbero i civili come scudi umani.
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