Ucraina, telefonata di Putin con il presidente Finlandese: discussi corridoi umanitari

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaPresidente Vladimir Putin e Presidente della Finlandia Sauli Niinisto
Presidente Vladimir Putin e Presidente della Finlandia Sauli Niinisto - Sputnik Italia, 1920, 11.03.2022
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Il servizio stampa del Cremlino ha riportato una conversazione telefonica tra il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, e il presidente della Finlandia, Sauli Niinistö.

"Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha tenuto un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica di Finlandia, Sauli Niinistö. I presidenti hanno prestato particolare attenzione alle questioni umanitarie e alle misure adottate per garantire la sicurezza dei civili, oltre che all'organizzazione di corridoi umanitari per evacuare la popolazione dalla zona di guerra", si legge nel comunicato.

La Russia ha lanciato un'operazione militare in Ucraina il 24 febbraio. Il presidente Vladimir Putin ha definito il suo obiettivo "la protezione delle persone che sono state oggetto di aggressione e genocidio da parte del regime di Kiev per otto anni".
Per questo, secondo il presidente, si prevede di effettuare una "smilitarizzazione e denazificazione dell'Ucraina", per assicurare alla giustizia tutti i criminali di guerra responsabili di "crimini sanguinari contro i civili" nel Donbass.
Secondo il Ministero della Difesa della Federazione Russa, le forze armate colpiscono solo le infrastrutture militari e le truppe ucraine, senza minacciare la popolazione civile. Con il supporto delle forze armate della Federazione Russa, i gruppi della DPR e LPR stanno sviluppando un'offensiva. Ma l’obiettivo non è l’occupazione dell'Ucraina, ha sottolineato il presidente della Russia.
In base ai dati aggiornati all'11 marzo, sarebbero state distrutte più di 3.200 infrastrutture militari, oltre a 98 aerei, 1.041 tra carri armati e altri veicoli corazzati da combattimento, 113 sistemi di razzi a lancio multiplo e 118 droni, incluso il Bayraktar TB2 turco. Il territorio intorno alle centrali nucleari di Chernobyl (fuori servizio) e Zaporizhzhye (ancora operativa) è stato messo sotto controllo. Inoltre, dopo otto anni, il canale della Crimea settentrionale è stato sbloccato e sono in corso i lavori per ripristinare la fornitura idrica della Crimea.
L'offensiva prosegue in più direzioni. Mentre Kiev risulta bloccata da ovest, le forze armate russe hanno ottenuto la supremazia aerea su tutta l'Ucraina. Tuttavia, una mappa dettagliata delle regioni dell'Ucraina in cui opera l'esercito russo non è ancora stata pubblicata ufficialmente.
Al 7 marzo, secondo l'ufficio dell'alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHCHR), sarebbero invece 474 i civili rimasti uccisi nel conflitto, mentre sarebbero 861 i feriti. Queste statistiche tengono conto, tra l'altro, delle perdite nei territori della DPR e della LPR, che, secondo le stime dell'UNHCHR, ammonterebbero a 24 morti e 112 feriti. A causa degli scontri, in un gran numero di città e villaggi ucraini si sta profilando una catastrofe umanitaria.
Il Ministero della Difesa della Federazione Russa attribuisce la responsabilità di tutto ciò alle autorità di Kiev, che si rifiutano di coordinare il lavoro dei corridoi umanitari, nonché ai nazionalisti locali, i quali, in alcuni casi, secondo il dipartimento militare, utilizzerebbero i civili come scudi umani.
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