Meta approva incitamento all'odio, la Russia chiede che gli USA fermino le "attività estremiste"

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Logo di Facebook e Meta - Sputnik Italia, 1920, 11.03.2022
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L'ambasciata russa negli Stati Uniti ha condannato la mossa di Meta di consentire a Facebook e Instagram, in alcuni paesi, di invocare la violenza contro i soldati russi e minacciare di morte il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko durante l'operazione militare speciale di Mosca in Ucraina.
L'ambasciata ha affermato in una dichiarazione che "la politica aggressiva e criminale di Meta, che porta all'incitamento all'odio e all'ostilità nei confronti dei russi, è oltraggiosa".
I diplomatici russi hanno descritto le azioni della compagnia come un'ulteriore "prova della guerra d'informazione senza regole dichiarata al nostro Paese", aggiungendo che "le corporazioni dei media sono diventate soldati della macchina propagandistica dell'establishment occidentale".
"Chiediamo che le autorità statunitensi fermino le attività estremiste di Meta e prendano misure per assicurare i colpevoli alla giustizia. Gli utenti di Facebook e Instagram non hanno concesso ai proprietari di queste piattaforme Internet il diritto di determinare i criteri di verità e di opporre le nazioni l’una contro l’altra", hanno sottolineato i diplomatici.
Ciò avviene dopo che il portavoce di Meta, Andy Stone, ha dichiarato che, a seguito di quella che ha chiamato "l'invasione russa dell'Ucraina", Meta ha "provveduto temporaneamente a forme di espressione politica che normalmente violerebbero" le sue regole, "come discorsi violenti del tipo 'morte agli invasori russi'".
Stone ha aggiunto che tuttavia la compagnia "non consentirà possibili appelli alla violenza contro i civili russi".

Da allora, Reuters ha citato le e-mail interne dell'azienda, in cui si afferma che oltre a dare il via libera all'incitamento all'odio in un certo numero di paesi, Meta consentirà anche post "che invocano la morte del presidente russo Vladimir Putin o del presidente bielorusso Alexander Lukashenko".

Gli appelli alla violenza contro i soldati russi saranno considerati ammissibili dalla compagnia, ma non contro i prigionieri di guerra, afferma il rapporto Reuters, aggiungendo che Meta consentirà anche di elogiare il battaglione neonazista Azov dell'Ucraina, qualcosa che normalmente è proibito. Nel 2016, l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha ufficialmente accusato i membri del battaglione Azov di crimini di guerra, inclusi rapimenti, torture e saccheggi di massa.
Secondo quanto riferito, la modifica temporanea di Meta alla sua politica di incitamento all'odio si applica a Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Russia e Ucraina, nonché Armenia e Azerbaigian.
Il Servizio federale per la supervisione di connessione e comunicazione di massa (Roskomnadzor) ha chiesto chiarimenti su questa decisione presa dalla dirigenza dei servizi americani, mentre il Consiglio Federale (la camera alta russa) ritiene che Facebook e Instagram debbano essere vietati nel territorio della Russia.
Facebook aveva in precedenza bloccato i profili dei media russi. Tra questi, RT e Sputnik.
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