Covid in Italia, Cartabellotta: "Incremento dei casi in dodici Regioni"

© Sputnik . Evgeny UtkinCoronavirus, una coppia nelle mascherine protettive in Italia
Coronavirus, una coppia nelle mascherine protettive in Italia - Sputnik Italia, 1920, 11.03.2022
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La crescita dei contagi non è un fatto isolato, ma indica una ripresa della circolazione del virus. Situazione non preoccupante.
Per la prima volta da cinque settimane si arresta la riduzione dei casi Covid, che iniziano a mostrare lievissimi incrementi. Lo rileva il professor Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervistato a Cusano Italia TV (canale 264 digitale terrestre).
"Si tratta di numeri bassi, ovvero l’1,5% in più, ma è significativo il fatto che la discesa dei casi si è arrestata e soprattutto c’è un incremento dei casi in 12 Regioni e ben 49 province. Non si tratta quindi di un fatto isolato ma è il segno di un’aumentata circolazione virale", ha commentato.
Cartabellotta non ritiene che ci siano "elementi di grande preoccupazione", ma per capirne di più "occorreranno 7-10 giorni", perché è ancora troppo presto per capire se siamo davanti ad "un rimbalzo nella curva dei contagi o di un’onda successiva".
"Nel frattempo va tenuta d’occhio la curva e, ancora più importante, è indispensabile indossare le mascherine al chiuso perché sappiamo che è l’aerosol è la principale modalità di contagio”, raccomanda l'esperto.

Monitoraggio Iss

Il monitoraggio settimanale sulla pandemia dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute rileva una risalita dei contagi, dopo settimane di declino della curva epidemica. L'indice di trasmissibilità Rt raggiunge 0,84, sette giorni fa si attestava a 0,75. In aumento anche l'incidenza dei casi, che passa da 433 a 510 per 100mila abitanti.
Nonostante l'aumento dei contagi, continua ad abbassarsi l'occupazione dei posti letto Covid negli ospedali. Il tasso di occupazione nazionale in terapia intensiva è al 5,5% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 10 marzo), in diminuzione rispetto al 6,6% della scorsa settimana (rilevazione al 3 marzo). In area medica è al 12,9%, rispetto al 14,7% della settimana precedente.
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