UE, Borrell: raggiunto il limite delle capacità nell'imposizione di sanzioni finanziarie alla Russia

© AP Photo / Francisco SecoJosep Borrell
Josep Borrell - Sputnik Italia, 1920, 10.03.2022
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Da quando Mosca ha lanciato l'operazione militare per "smilitarizzare e de-nazificare" l'Ucraina, l'Occidente ha imposto una serie di sanzioni anti-russe che hanno preso di mira le imprese, i media, l'economia, la cultura e altro ancora.
L'Unione Europea ha raggiunto il limite delle sue capacità nell'imposizioni di sanzioni finanziarie alla Russia, ha affermato oggi Josep Borrell, l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

"Per quanto riguarda le sanzioni finanziarie, ovviamente, puoi sempre andare oltre, ma abbiamo già raggiunto i limiti di ciò che possiamo fare. Abbiamo fatto tutto il possibile", ha dichiarato Borrell in un'intervista a France Info.

Il capo della politica estera dell'UE ha sottolineato che l'Unione deve "evitare di entrare in guerra con la Russia, perché altrimenti sarebbe la terza guerra mondiale".
Riguardo a un possibile divieto sul gas e sul petrolio russo, una misura adottata in precedenza dagli Stati Uniti, Borrell ha affermato che sarebbe una cosa molto più difficile da fare per l'UE che per Washington.

"Per gli Stati Uniti non è troppo difficile, perché non consumano quasi per niente petrolio russo", ha spiegato. "Dire 'non farò quello che non sto già facendo' non ha molto valore".

Parlando delle sanzioni già imposte a Mosca dall'UE, Borrell le ha descritte come "molto dure", dichiarando che hanno fatto precipitare il rublo russo di circa il 40 per cento.
Mercoledì, Borrell ha elencato le nuove sanzioni imposte alla Russia dall'EU: 160 le persone sanzionate, tra cui "oligarchi e membri del Consiglio della Federazione Russa", inoltre le nuove sanzioni hanno preso di mira anche i crypto-asset, il settore bancario bielorusso e l'esportazione di tecnologia di navigazione marittima in Russia.
Il Cremlino ha condannato le sanzioni imposte all'operazione militare in Ucraina come una "guerra economica senza precedenti" condotta dall'Occidente contro la Russia. In particolare, Mosca ha affermato che la posizione aggressiva dell'Occidente nei confronti della Russia rende molto complicata la situazione nel settore energetico. Il portavoce del Cremlino, Dmitriy Peskov, ha affermato che la Russia deve fare tutto ciò che è nel suo interesse per portare a termine l'operazione militare.
L'operazione militare in Ucraina è stata lanciata da Mosca il 24 febbraio, con l'obiettivo di "smilitarizzare e de-nazificare" la nazione vicina.
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