Ucraina, Di Maio: Una "tregua umanitaria è la priorità"

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Luigi di Maio e Sergey Lavrov - Sputnik Italia, 1920, 10.03.2022
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Il ministro degli Esteri chiede alla Russia un'adesione netta al negoziato di pace e una tregua umanitaria per mettere in salvo i civili.
L'"Italia lavora ad una tregua umanitaria, è la priorità". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ospite ieri sera a Controcorrente su Rete 4, dopo il raid all'ospedale di Mariupol in Ucraina.
"È stato un attacco brutale, da condannare in ogni forma. Adesso serve un tavolo di negoziati per una tregua umanitaria per permettere di evacuare i civili e anche l'Italia ci sta lavorando. Altrimenti mentre si fa la trattativa diplomatica di lungo periodo, quello che è successo oggi potrebbe accadere in altre città", prosegue Di Maio.
In una precedente nota apparsa su Facebook, il ministro aveva parlato della necessità di una tregua di 48/72 ore, per consentire ai civili di lasciare il Paese attraverso "corridoi umanitari seri", che "devono essere rispettati".
In merito ai negoziati in corso, il capo della diplomazia italiana ritiene che si debba "chiedere a Putin di dimostrare che non vuole sterminare l'Ucraina e lo deve dimostrare aderendo al negoziato di pace".
Sul fronte economico, ha aggiunto: "Serve un'Europa dell'energia per evitare di pagare prezzi insostenibili per il gas".

Il raid all'ospedale di Mariupol

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva precedentemente condannato sul suo Twitter un "attacco a un ospedale di Mariupol, in Ucraina, dove si trovano i reparti di maternità e bambini", definendolo "orribile", osservando che i civili stanno "pagando il prezzo più alto per una guerra che ha niente a che fare con loro".
Il primo vice rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyanskiy, ha respinto la versione sull’attacco all’ospedale di Mariupol come notizia falsa.
Polyanskiy ha scritto su Twitter, in risposta alla dichiarazione di Guterres: "Così nascono le #Fakenews. Avevamo avvertito formalmente nella nostra dichiarazione del 7 marzo alle Nazioni Unite (https://russiaun.ru/en/news/070322n) che questo ospedale era stato trasformato in un oggetto militare da parte dei radicali. Molto inquietante che le Nazioni Unite diffondano queste informazioni senza verifica".
Secondo i dati riportati nella dichiarazione, 200.000 civili sono intrappolati nella sola Mariupol e tenuti sotto tiro dal battaglione Azov. La gente del posto riferisce che le forze armate ucraine hanno cacciato il personale dell'ospedale natale n. 1 della città di Mariupol e hanno allestito un luogo di fuoco all'interno della struttura. Inoltre, hanno completamente distrutto uno degli asili della città.

L'operazione speciale in Ucraina

La Russia ha avviato un'operazione militare speciale in Ucraina il 24 febbraio, in risposta agli appelli delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk per la protezione contro l'intensificarsi degli attacchi delle truppe ucraine.
Il ministero della Difesa russo ha affermato che l'operazione speciale prende di mira solo le infrastrutture militari ucraine e la popolazione civile non è in pericolo. Mosca ha ripetutamente affermato di non avere in programma di occupare l'Ucraina e ha sottolineato che l'obiettivo dell'operazione è la smilitarizzazione e la denazificazione dell'Ucraina.
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