I combattenti volontari in Ucraina al ritorno possono essere soggetti pericolosi, dicono gli esperti

© AP Photo / Efrem LukatskySoldati ucraini durante l'addestramento con gli istruttori britannici
Soldati ucraini durante l'addestramento con gli istruttori britannici - Sputnik Italia, 1920, 10.03.2022
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È decisamente probabile che qualcuno tra i volontari occidentali disposti a combattere in Ucraina possa far parte di gruppi di suprematisti bianchi che, radicalizandosi sempre più ed ottenendo in Ucraina un addestramento militare, potrebbero diventare estremamente pericolosi al loro ritorno in patria, scrive Associated Press.
Secondo gli esperti internazionali di sicureza, gruppi di suprematisti bianchi potrebbero ulteriormente radicalizzarsi in Ucraina e, a fronte dell'addestramento militare ricevuto, potrebbero, al loro ritorno in patria, rappresentare un problema ed una minaccia per la sicureza delle loro nazioni d'origine.
Tale preoccupazione è stata recentemente ben esposta da Anne Speckhard, professore associato di psichiatria presso la facoltà di medicina della Georgetown University di Washington DC e direttrice del Centro internazionale per lo studio dell'estremismo violento.

"Questi sono uomini che cercano avventura, un senso alla vita, e si rifanno alla retorica della seconda guerra mondiale", ha dichiarato, ripresa dall'Associated Press.

Oltre a questo aspetto, vi sono anche problematiche legali. Infatti, ad esempio, per quanto riguarda i cittadini americani, essi potrebbero subire sanzioni penali o addirittura rischiare di perdere la propria cittadinanza, qualora prendessero parte ad un conflitto armato all'estero.
Non è al momento chiaro il numero di cittadini statunitensi che possono aver raggiunto l'Ucraina, ma è invece estremamente chiara la direttiva lanciata dal Dipartimento di Stato, che ha più volte esortato gli americani a non effettuare questo tipo di viaggio.

Il Segretario di Stato Antony Blinken, a tal proposito, ha recentemente dichiarato alla stampa: "Siamo molto chiari da tempo, ovviamente, nell'esortare gli americani che potrebbero essere residenti in Ucraina a partire e nel dissuadere gli americani che potrebbero aver intenzione di recarsi là a non andarci".

Anche il Canada è alle prese con questo delicato aspetto, infatti, Borys Wrzesnewskyj, un ex deputato liberale, sta facilitando il reclutamento di potenziali combattenti, dichiarando che circa 1.000 canadesi hanno volontariamente fatto domanda per combattere, sebbene la maggior parte di queste persone non ha legami diretti con l'Ucraina.

"I volontari, in gran parte ex militari, sono persone che hanno preso la difficile decisione di entrare nell'esercito per difendere i valori a cui sottoscriviamo", ha affermato Wrzesnewskyj.

La mattina del 24 febbraio la Russia ha avviato un'operazione militare speciale in Ucraina, in risposta agli appelli delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk che chiedevano protezione contro l'intensificarsi degli attacchi da parte delle truppe ucraine.
Il ministero della Difesa russo ha affermato che l'operazione speciale prende di mira solo le infrastrutture militari ucraine e la popolazione civile non è in pericolo. Mosca ha ripetutamente affermato di non avere in programma di occupare l'Ucraina ed ha sottolineato che l'obiettivo dell'operazione è la smilitarizzazione e la denazificazione dell'Ucraina.
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