Giovannini: “Il Codice degli appalti sarà migliorato anche grazie al Pnrr, e non azzerato”

© AFP 2022 / Andreas SolaroEnrico Giovannini, nuovo Ministro Infrastrutture e Trasporti
Enrico Giovannini, nuovo Ministro Infrastrutture e Trasporti - Sputnik Italia, 1920, 10.03.2022
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Il ministro parla della buona collaborazione nella maggioranza sul tema e della cooperazione tra governo e Parlamento sulle riforme. Sul piano legato al Recovery il piano prosegue, ma bisogna accelerare sulla transizione energetica.
Il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, è soddisfatto dell’intesa sulla riforma del Codice degli appalti raggiunta nel governo e con il Parlamento, grazie alla collaborazione delle forze di maggioranza.
Parlando al Sole 24 Ore spiega che il Codice non viene “cancellato”, ma anzi “confermato” con l’introduzione di elementi innovativi di riforma.
“Diventano patrimonio del Codice anche le norme inserite in via sperimentale nel Pnrr come il ruolo centrale del progetto di fattibilità tecnica ed economica, la premialità per l’assunzione di giovani e donne, la sostenibilità delle opere come regola generale”.
Un punto di arrivo che si fa forte del “record di 41 miliardi di aggiudicazioni nel 2021 e la continua crescita dei bandi di gara”, che sottolineano “che il sistema si è ormai adattato al Codice e cambiarlo radicalmente determinerebbe un nuovo blocco, proprio nel momento in cui il Governo ha deciso di investire sul futuro del Paese”.
Giovannini si dice “soddisfatto del testo” ed è sicuro che non ci sarà bisogno di porre la fiducia.

Pnrr e transizione

Giovannini è anche ottimista sull’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
“Vedo un impegno straordinario delle stazioni appaltanti nel procedere alla messa a punto dei progetti di fattibilità tecnica-economica, soprattutto per le opere che devono seguire la procedura speciale Pnrr”.
Rfi sta portando avanti i bandi per le opere ferroviarie e “abbiamo pubblicato il bando da 900 milioni per il settore idrico”.
Un sistema che gode di un costante controllo, con il monitoraggio “che funziona molto bene e ci consente di intervenire all’istante se intravediamo il rischio di un ritardo”.
Giovannini non nega gli effetti della situazione internazionale con “la guerra, la scarsità di materie prime, l’inflazione, che sta creando e creerà difficoltà nell’attuazione del Pnrr”.

Ma per rispondere a queste criticità, servono le “regole già definite dalla UE” che devono essere “semmai rafforzate, accelerate ancora”.

“Come abbiamo fatto per la Salute con il Covid, ora dobbiamo rafforzare l’unione economica, l’unione bancaria, l’unione energetica, il sostegno ai più deboli”.
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