Crisi energetica, il piano del governo: termosifoni bassi e monumenti al buio

© Foto : FILIPPO ATTILI / Palazzo ChigiConferenza stampa del Presidente Draghi
Conferenza stampa del Presidente Draghi - Sputnik Italia, 1920, 10.03.2022
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Il governo risponderà alla crisi energetica con un piano di razionamento dell'energia elettrica e riscaldamenti nelle pubbliche amministrazioni. Ipotesi blocco delle esportazioni per l'allarme filiera cereali e mangimi.
Il Consiglio dei Ministri lavora ad un piano per affrontare la situazione emergenziale provocata dall'operazione militare in Ucraina. L'allarme riguarda non solo l'energia, ma anche le filiere, in particolare cereali e mangimi.
Nelle scorse ore è stato convocato a Palazzo Chigi il Nisp, il gabinetto di guerra coordinato dalla Presidenza del Consiglio assieme ai ministri tecnici e ai vertici dell'intelligence, per monitorare la crisi.
Sul tavolo sono state messe varie opzioni per fronteggiare uno scenario di carenza energetica, tra cui la riduzione del consumo elettrico e dei riscaldamenti nelle pubbliche amministrazioni.

Crisi energetica

Sul fronte dell'energia, l'Italia è dal 27 febbraio in stato di preallerta e potrebbe passare ad un secondo livello di allerta, se la Russia dovesse interrompere le forniture già dalla prossima settimana. Le scorte sono sufficienti per due mesi ed è quindi necessario ridurre i consumi di luce e gas, secondo quanto riportato da Repubblica.
La razionalizzazione inizierà dalle pubbliche amministrazioni. Nei piani del ministro Cingolani è prevista una riduzione dell'illuminazione esterna, a partire dei monumenti minori e degli edifici pubblici. Le strade resteranno illuminate per ragioni di sicurezza.
Gli uffici potrebbero abbassare di un grado i riscaldamenti e spegnere i termosifoni un'ora prima.

Crisi dei cereali

Il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha allertato sulla crisi di approvvigionamento che riguarda le materie prime provenienti da Ucraina e Russia, in particolare cereali e mais, utilizzati per i mangimi negli allevamenti.
"Abbiamo grossi problemi di approvvigionamenti, come nel resto d'Europa, sui mangimi e sementi per i nostri animali. C'è un problema per i rottami di acciaio e l'argilla e, più in generale, su tutto quello che arriva da Russia, Ucraina e dalla rotta Est-Ovest. Le scorte sono esaurite", ha detto.
L'allerta ha spinto all'ipotesi estrema del blocco delle esportazioni, ma è più probabile che si converga su incentivi per spingere i produttori di materie prime a vendere anche a prezzi più alti alle aziende delle nostre filiere.
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