Prosegue lo scontro sul Catasto, governo di nuovo salvo per un voto

© AFP 2022 / Andreas SolaroIl parlamento italiano
Il parlamento italiano - Sputnik Italia, 1920, 09.03.2022
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Ma il centrodestra resta contrario alla riforma che fa parte della delega fiscale. Sul tema il premier Draghi non intende cedere di un millimetro. La battaglia è lunga, con 400 emendamenti al testo ancora da votare.
È finita come la settimana scorsa: 22 a 23 tra favorevoli e contrari all’emendamento che sopprime l’articolo 6 della delega fiscale che prevede la riforma del Catasto.
Il governo è salvo ancora una volta, la maggioranza è sempre più in bilico e anche nel centrodestra, che mostra di non mollare sul tema casa, ci sono delle crepe.
Ieri è stata un’altra giornata di fibrillazioni e tentativi di mediazione, ma alla fine ha prevalso il muro contro muro: da una parte il premier Mario Draghi, che non vuole cedere sulla norma, dall’altra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, a cui si è aggiunto anche Coraggio Italia.
Lo scontro preoccupa, soprattutto perché in Commissione ci sono da votare ancora 400 emendamenti, anche su altri temi sensibili come la flat tax e l’Irap.

Le trattative e la mancata astensione di FI

Come accaduto a inizio marzo, anche la giornata di ieri è stata piena di riunioni e tentativi di mediazione, non riusciti.
“Berlusconi tiene moltissimo a questo tema”, hanno ripetuto per tutto il giorno i vertici azzurri.
Il capogruppo di Forza Italia, Paolo Barelli, ha cercato una quadra con il ministro per i Rapporti con il Parlamento D’Incà, andata a vuoto.
Poi è stato lo stesso Draghi a parlare con il coordinatore degli azzurri, Antonio Tajani: la proposta era di iniziare l’esame della riforma dall’articolo 1 e non il 6. Ma il premier, che ha rassicurato in più occasioni che non ci sarà un aumento delle tasse sulla casa con questa riforma, ha tirato dritto.
Così, Forza Italia, che aveva valutato di astenersi, ha votato invece per l’emendamento, che ricalcava quello del centrodestra già bocciato con gli stessi numeri, ma presentato da Alternativa.
Noi con l’Italia di Lupi, che avrebbe potuto far cadere il governo, ha votato col resto della maggioranza in dissenso con gli alleati.
Bocciati con gli stessi voti sia la richiesta di Fi di rinviare l’esame, sia altri due emendamenti sul catasto.

La riforma

L’articolo 6 prevede prevede che ci sia una “revisione delle rendite catastali”.
L’obiettivo è adeguarle ai valori di mercato, “sia pure solo a fini conoscitivi e senza che questo possa essere utilizzato per aumentare le tasse sulla casa, almeno fino al primo gennaio 2026”.
Inoltre, servirà per effettuare una mappatura degli immobili e per l’emersione di quelli fantasma.
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