Mentre si combatte in Ucraina, aumenta il rischio che il conflitto si allarghi

© Sputnik . Стрингер / Vai alla galleria fotograficaSoldati della NATO nel corso delle esercitazioni Rapid Trident in Ucraina
Soldati della NATO nel corso delle esercitazioni Rapid Trident in Ucraina - Sputnik Italia, 1920, 09.03.2022
Seguici suTelegram
A due settimane dall’inizio delle operazioni militari russe in Ucraina la situazione sembra ancora lontana da una conclusione. Le fonti aperte disponibili e consultabili attestano, con leggere variazioni le une dalle altre, un quadro più o meno coerente, caratterizzato da una penetrazione dell’Esercito di Mosca lungo una molteplicità di assi.
Ad oriente, c’è una linea di contatto attorno alle repubbliche separatiste del Donbass, recentemente riconosciute dalla Federazione Russa, sulla quale si registrano scontri piuttosto aspri. Più a Nord, si combatte attorno a Kharkov, che non è stata ancora conquistata, ma che già viene usata come perno di manovra per penetrazioni verso ovest, in direzione di Kiev, e sud, per chiudere le forze ucraine attestate di fronte a Lugansk e Donetsk.
C’è poi un fronte meridionale, che ha il suo fulcro in Crimea, da cui sono partite due direttrici di avanzata, rispettivamente verso Mariupol ad Est e Kherson ad Ovest. Infine, è in atto a settentrione la vasta manovra di accerchiamento di Kiev, che ha già avanguardie russe attestate nei pressi delle sue periferie orientale ed occidentale.
L’Esercito russo si muove organizzato in colonne e raggruppamenti piuttosto ampi e compatti, legati alla rete viaria dalle precarie condizioni del terreno fangoso. Gli ucraini, invece, evitano di concentrarsi e cercano di trarre il massimo vantaggio dalle armi contro-carro ed anti-aeree ricevute in gran quantità dall’Occidente.
Si è appreso dalla stampa americana che in soli sei giorni, la scorsa settimana, gli Stati Uniti abbiano fatto avere ai soldati e miliziani di Kiev qualcosa come 17mila razzi da impiegare contro carri armati e blindati.
Il presidente ucraino Vladimir Zelensky - Sputnik Italia, 1920, 08.03.2022
Zelensky: ho perso interesse nell'adesione dell'Ucraina alla NATO
Queste forniture si aggiungono alle oltre mille tonnellate di materiali d’armamento esportati verso l’Ucraina nelle settimane precedenti allo scoppio delle ostilità non soltanto dagli americani, ma anche dagli inglesi, che avevano provveduto con i propri istruttori militari anche a formare i soldati ucraini.
È quindi chiaro che anche Kiev si preparava ad un confronto, pur confidando nella protezione assicurata dai suoi alleati occidentali, che invece l’hanno mollata proprio mentre l’intelligence di Washington reiterava gli allarmi, denunciando il pericolo imminente di invasione e così facendo normalizzando l’idea della guerra.
Un giorno, forse, capiremo esattamente cosa è successo e perchè. Sembra tuttavia evidente che i principali alleati atlantici dell’Ucraina hanno preferito abbandonare il campo, ritirando i propri consiglieri militari e il grosso del personale diplomatico, prima di chiudere le ambasciate a Kiev e spostarle a Leopoli.
Comunque, non sembrano questi, al momento, i fattori di cui preoccuparsi nell’immediato futuro. Ciò che accade sul suolo ucraino è abbastanza chiaro: un dispositivo ampio e dotato di mezzi pesanti affronta un avversario che ha scommesso tutte le sue carte sulla dispersione delle proprie forze ed una campagna mediatica volta alla seduzione dell’opinione pubblica mondiale.
A Zelensky è evidente che l’Ucraina da sola non può uscire vincitrice dal confronto militare con la Russia e le serve l’appoggio di una parte cospicua della comunità internazionale: l’Unione Europea, innanzitutto, ma soprattutto la Nato, che è dotata di capacità militari superiori, avendo al proprio interno gli Stati Uniti.
Sostanzialmente, il presidente ucraino sta ricorrendo agli stessi stratagemmi impiegati un quarto di secolo fa dai musulmani bosniaci prima e dai kosovari albanesi dopo, per attirarsi vaste simpatie all’estero e tradurle in aiuti militari concreti.
La situazione al confine tra Russia e Ucraina in Crimea - Sputnik Italia, 1920, 07.03.2022
L'ex comandante di Gladio: "La Nato dovrebbe concedere la smilitarizzazione dell'Ucraina"
Zelensky ha ottenuto un certo successo in questa operazione, perché a dispetto dell’ovvia irritazione russa e della minaccia di ritorsioni, molti paesi europei ed atlantici hanno deciso di cedere materiali d’armamento all’Ucraina: essenzialmente armi leggere, per lo più individuali, che verranno impiegate dalle fanterie per attaccare i carri russi ed allontanare gli aerei di Mosca dal campo di battaglia.
Stanno altresì affluendo, con il consenso dei rispettivi governi – ma non di quello italiano -, anche molti volontari stranieri disposti a combattere per Kiev.
Un fatto incredibile è la circostanza che in nessuno dei paesi occidentali che hanno accettato di armare gli ucraini si sia aperto un vero confronto su questa scelta, che ha fatto di ciascuno degli Stati coinvolti una parte in causa del conflitto.
La guerra ha dunque già iniziato ad allargarsi oltre il perimetro dell’Ucraina, attirando nel vortice un vasto numero di nazioni, forse non perfettamente consapevoli della gravità del passo compiuto nella direzione della condizione di attori belligeranti contro la Russia.
È ormai forte la sensazione che in Occidente si stia formando un vero e proprio partito della guerra alla Federazione Russa: un movimento vasto e composito, che si coordina con le autorità ucraine e che spinge per il rafforzamento delle misure di sostegno in favore di Kiev.
L’Ucraina è giunta a chiedere alla Nato di istituire una no-fly zone, la cui imposizione passerebbe necessariamente per un confronto militare con l’aviazione russa.
Fortunatamente, almeno per ora, l’Alleanza Atlantica ha risposto picche. Ma è degno di nota che l’argomento sia stato comunque oggetto di una discussione a Bruxelles, invece di essere derubricato a contumelia irrilevante. È stato preso sul serio.
Bandiere dell'Ucraina e della NATO - Sputnik Italia, 1920, 08.03.2022
Kiev detta le condizioni per rinunciare all'ingresso nella NATO
Si tratta di un triste segno dei tempi. Al di là di ciò che ciascuno può pensare delle cause che hanno condotto al conflitto in atto tra Ucraina e Russia, colpisce che neanche la prospettiva dell’escalation verso il possibile impiego delle armi nucleari pare più costituire un freno.
Mosca lo ha minacciato e tutti sembrano far finta di nulla. Anzi, alcuni parlano disinvoltamente di bluff, dimenticando la pericolosità e la distruttività di certe classi di armi, che per decenni abbiamo creduto avessero reso impossibile la guerra tra le grandi potenze occidentali e la Russia.
Se almeno per ora la no-fly zone è uscita dal novero delle concrete possibilità, è invece ancora sul tappeto quella della cessione di aerei da guerra all’aviazione di Kiev. A dispetto di quanto affermano ufficialmente, i polacchi continuano ad insistere su questa alternativa “soft” all’imposizione di una zona d’interdizione aerea da parte della Nato.
Così facendo, probabilmente d’intesa con Zelensky, Varsavia si sta comportando come quel giocatore di poker a cui sia venuta la voglia di vedere le carte nelle mani dell’avversario, sondando la determinazione russa a rispondere.
Si tratta di un comportamento estremamente rischioso non solo per la Polonia, ma per l’intera sicurezza europea. È una fortuna che il tentativo polacco di trasferire sotto il controllo degli Stati Uniti i propri MiG-29 che aveva considerato di cedere agli ucraini sia stato respinto dalle autorità americane e giudicato troppo pericoloso anche dall’Alleanza Atlantica.
Purtroppo, è oggi al potere in buona parte del mondo una generazione che è troppo giovane per avere una memoria propria della Guerra Fredda, delle sue regole e dei suoi meccanismi, che imponevano prudenza e di rispettare la dissuasione nucleare. Si chiamava equilibrio del terrore ed aveva assicurato la pace in Europa per quattro decenni. Se il timore vien meno, cade ogni remora. E davvero si torna nella giungla.
L'opinione dell'autore potrebbe non riflettere la posizione della redazione
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала