Il Bangladesh si astiene a voto ONU contro la Russia, la Lituania interrompe donazione vaccino Covid

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Vaccinazione con Sputnik Light in Russia - Sputnik Italia, 1920, 09.03.2022
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La Lituania ha annullato una precedente decisione di inviare 440mila dosi di vaccino COVID-19 al Bangladesh, in seguito alla decisione della nazione asiatica di astenersi dal votare la risoluzione di condanna dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nei confronti della Russia.
Mercoledì, dopo due giorni di dibattito, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato a grande maggioranza per la condanna all'operazione militare in Ucraina della Russia e per una richiesta di ritiro immediato, in cui 141 delle 193 nazioni membro hanno votato a favore della risoluzione. Cinque nazioni hanno votato contro, tra cui la stessa Russia, la Bielorussia, la Corea del Nord, la Siria e l'Eritrea. I restanti 35 paesi si sono astenuti dal voto, tra questi appunto il Bangladesh.
Come prima conseguenza immediata di tale posizione, la Lituania ha annullato una precedente decisione di inviare oltre 440.000 dosi di vaccini COVID-19 al paese sud asiatico, come riportato della radiotelevisione nazionale lituana (LRT) e successivamente confermato ufficialmente dal portavoce del Primo ministro lituano, Ingrida Šimonytė.
Durante i dibattiti dell'Assemblea Generale, un rappresentante del Bangladesh aveva per altro affermato che il suo paese sostiene sempre la pace, ha auspicato che la crisi in Ucraina si risolva attraverso il dialogo diplomatico e si è espresso a favore dell’integrità e sovranità dell’Ucraina, secondo The Daily Star. Nello spiegare le motivazioni della decisione di astensione, il Bangladesh ha affermato che la risoluzione ha semplicemente attribuito la colpa dell'invasione, ma non ha fatto nulla per fermare il conflitto in Ucraina.
La stessa Cina, considerata solido e storico alleato della Russia, si è espressa contro l'invasione e a sostegno della sovranità dell'Ucraina, limitandosi a votare per l’astensione, sostenendo, per bocca di Zhang Jun, l'inviato della Cina presso le Nazioni Unite, che la risoluzione non "tiene in piena considerazione la storia e la complessità dell'attuale crisi”.
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