Bonomi: “In atto una tempesta perfetta, la crisi costerà 400 milioni di ore di cassa integrazione”

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Presidente di Confindustria Carlo Bonomi - Sputnik Italia, 1920, 09.03.2022
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I problemi nascono da scelte e strategie sbagliate da decenni, adesso serve la defiscalizzazione e una misura decisa del governo e dell’Europa su diversificazione e prezzi, dice il presidente dei Confindustria.
Cambiare il mix energetico, sostegno del governo a imprese e cittadini, strategia europea per frenare lo shock legato ai prezzi dell’energia e alle sanzioni.
Per il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che parla a Repubblica, “è in atto una tempesta perfetta” e bisogna studiare come salvare la nave Italia.
“La guerra sta accelerando un processo che era già in atto: la frenata della ripresa economica è cominciata a settembre, la mancanza di una strategia di politica energetica risale a decenni fa, e ci sono riforme che aspettano da trent’anni. Ora abbiamo bisogno di interventi radicali”.

A rischio fabbriche e lavoro

Secondo Bonomi, con l’evoluzione della situazione e il costante aumento del costo delle materie prime, “per le fabbriche energivore è una crisi senza precedenti”.
“Le acciaierie hanno cominciato a sospendere la produzione, presto toccherà anche ai settori della ceramica e delle cartiere. Sono stop temporanei. Ma i prezzi insostenibili creano un effetto domino che può portare il sistema industriale nel suo complesso a chiedere 400 milioni di ore di cassa integrazione”.

Cambiare il mix di energia

Il presidente di Confindustria ricorda che già nel 2014, con la crisi della Crimea, era stato chiesto di ridurre la dipendenza dal gas russo, ma la strategia invece era stata contraria per l’Italia.
“Il mix energetico deve cambiare, non possiamo dipendere in maniera così elevata dal gas russo”.
E se l’Europa ha fatto bene a “mettere un tetto al prezzo del gas, per tutelare imprese e famiglie dalle follie dei prezzi attuali”, adesso “bisogna proporre la sospensione straordinaria del mercato Ets, che attualmente finisce per penalizzare l’industria italiana che è più decarbonizzata di quella tedesca”.
Inoltre, secondo Bonomi, è necessario “mettere in condizioni le centrali a carbone ancora attive di lavorare al massimo, sospendere straordinariamente i limiti di emissione per l’uso di olio combustibile, potenziare gli impianti di Gnl, il gas naturale liquefatto, realizzandoli in mare visto che nei porti la politica non li ha voluti. Dobbiamo importare di più da Paesi come Algeria e Qatar”.
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