Altro che rivoluzione green, senza il gas russo l'Italia tornerà al carbone

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Gas - Sputnik Italia, 1920, 09.03.2022
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Per sostituire i flussi di gas russo c'è bisogno di quattro o cinque Tap e di diversi rigassificatori. Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, l'embargo deciso da USA e Regno Unito si tradurrà per l'Italia in un'economia da guerra, con luce e gas razionalizzate per famiglie e imprese.
Possiamo dire addio agli obiettivi di neutralità climatica, almeno per il momento. Senza il gas russo si dovrà ritornare al carbone. Tuttavia, ciò non sarà sufficiente ad evitare uno scenario da economia di guerra, secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia e docente dell'Università di Bologna.

"Probabilmente ci toccherà razionare l’energia, il che significa spegnere i riscaldamenti e la luce, tenere le fabbriche chiuse per qualche ora", ha detto Tabarelli, commentando la possibilità che l'embargo di gas e petrolio russo di USA e Gran Bretagna si estenda all'Europa, in un'intervista a Quotidiano Nazionale.

L'obiettivo del governo di rendere l’Italia indipendente dal gas russo in 24-30 mesi non è un traguardo alla portata. L'esperto è molto chiaro nel riferire che non è possibile pianificare in tempi brevi la sostituzione delle forniture di gas russo.

"L’anno scorso la Russia ci ha fornito 29 miliardi di metri cubi di gas. - spiega - E di gas in giro non ce n’è. In questi anni sono mancati gli investimenti per trovare nuovi giacimenti e realizzare rigassificatori. Non sono operazioni che si portano a termine nell’immediato. E 24-30 mesi, nel campo dell’energia, sono l’immediato".

Tabarelli fa un quadro della situazione in Italia. Il gasdotto Tap è stato concluso in quindici anni e sarebbero necessari altri quattro anni per raddoppiarlo, oltre a miliardi di investimenti. Per sostituire gli approvvigionamenti dalla Russia ci vorrebbero altri 4 o 5 Tap e due o tre rigassificatori in più.
Alla domanda su come il ministro Cingolani abbia potuto fissare un obiettivo di 24-30 mesi per l'indipendenza dalla Russia il professore risponde: "Me lo chiedo anch’io".
Roberto Cingolani - Sputnik Italia, 1920, 08.03.2022
Il gas russo? Per il ministro Cingolani l'Italia indipendente in 24-30 mesi
Un embargo sul gas russo, esteso da USA e Gran Bretagna fino all'UE, per l'Italia significherebbe entrare in un'economia di guerra con l'inevitabile razionalizzazione dell'energia.
"Faccio fatica ad immaginare" cosa potrebbe succedere se "non prevedendo di stare al buio e al freddo, e di chiudere le fabbriche. La situazione sarebbe drammatica, da economia di guerra. Un’esperienza simile a quella vissuta dai nostri nonni nel Novecento. E gli importi delle bollette salirebbero ulteriormente", afferma Tabarelli, secondo cui l'embargo è una "decisione già presa".
In uno scenario del genere, le energie rinnovabili non sono un'alternativa, poiché non si possono stoccare. La conseguenza inevitabile di un embargo su gas e petrolio russo sarà un ritorno al carbone, sui fossili e addirittura alla legna.
"Aprire subito le centrali ancora esistenti, usare legna, gpl e gasolio" è la ricetta del presidente di Nomisma. In questo contesto la rivoluzione green appare una chimera: gli obiettivi di raggiungere la neutralità climatica entro il 2025 sono accantonati "per il momento".
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