Partito del presidente Zelensky: Usa, Turchia e Paesi vicini siano garanti sicurezza Ucraina

© REUTERS / Ukrainian Presidential Press ServiceIl presidente ucraino Vladimir Zelensky
Il presidente ucraino Vladimir Zelensky - Sputnik Italia, 1920, 08.03.2022
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Al posto del Memorandum di Budapest, i garanti della sicurezza dell'Ucraina nel nuovo trattato potrebbero essere gli Stati Uniti, la Turchia e gli Stati vicini; inoltre non è specificato se la Russia rientri in questo elenco, si afferma in una dichiarazione del partito del presidente Vladimir Zelensky.
"Paesi garanti possono essere gli Stati Uniti, la Turchia, gli Stati vicini dell'Ucraina", afferma la dichiarazione pubblicata sul canale Telegram del partito Sluga Naroda del presidente Vladimir Zelensky.
Il partito ha affermato che nei prossimi anni l'adesione alla Nato sarà impossibile.
"Non possiamo usare solo le righe della Costituzione sulla rotta verso l'Alleanza per proteggere il nostro Stato. Il corso è la politica. Ma non le armi. Non gli aerei. Non la difesa dello Stato. Ma dobbiamo parlare di cose specifiche. Di un trattato specifico che possa fornire all'Ucraina piena sicurezza fino a quando la Nato non sarà pronta ad accettarci. Il documento dovrebbe essere diverso dal Memorandum di Budapest: deve prevedere misure politiche, economiche e militari specifiche da parte degli Stati per garantire la sicurezza dell'Ucraina", si afferma nella dichiarazione.
L'opzione di Kiev sulle garanzie di sicurezza offre a Mosca di fissare legalmente il riconoscimento della statualità ucraina e garantire l'assenza di minacce, prosegue la dichiarazione del partito di Zelensky.
"Da parte sua la Russia deve anche registrare legalmente che riconosce la statualità ucraina e garantire che non minaccerà il nostro Stato", afferma la dichiarazione pubblicata sul canale Telegram della forza politica.
Il partito ha sottolineato che è molto importante garantire l'ulteriore sviluppo pacifico dell'Ucraina.
"Sarà importante che la Russia metta la sua firma sulle garanzie per la nostra sovranità, insieme ad altri garanti", si legge nella nota.
La mattina del 24 febbraio il presidente Vladimir Putin ha ordinato un'operazione speciale in Ucraina, descrivendola come un passo necessario per intervenire nelle Repubbliche Popolari del Donbass, che stavano affrontando un "genocidio" e le atrocità commesse dal governo nazionalista a Kiev.
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Il ministero della Difesa russo ha sottolineato che le forze russe non stanno prendendo di mira le città o le infrastrutture sociali dei guarnigioni militari ucraini, al fine di evitare vittime tra i militari e le loro famiglie che risiedono lì, e ha ordinato di trattare il personale militare delle forze armate ucraine "con rispetto".
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