Ucraina, governo di Kiev riferisce di quasi 20.000 mercenari in viaggio verso il fronte: chi sono?

© Sputnik . Стрингер / Vai alla galleria fotograficaSoldati di Paesi Nato nel corso delle esercitazioni Rapid Trident in Ucraina
Soldati di Paesi Nato nel corso delle esercitazioni Rapid Trident in Ucraina - Sputnik Italia, 1920, 07.03.2022
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Molte nazioni hanno reagito con allarme mentre il regime ucraino cerca volontari per una "legione internazionale" di mercenari nella sua lotta contro i militari russi.
Secondo il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, quasi 20.000 mercenari stranieri stanno cercando di combattere a fianco dei ranghi in rapida diminuzione dell'esercito ucraino, ormai "in panne".
Domenica, il regime ucraino ha annunciato l'apertura di un sito web per mercenari che intendano "aiutare l'Ucraina", ultima mossa di una crescente campagna per rivolgersi ai combattenti stranieri per quella che considerano la "difesa della madrepatria".
Non è chiaro quanti di questi mercenari siano entrati nel Paese, ma venerdì il servizio di intelligence estero russo ha avvertito in una dichiarazione che "i servizi di intelligence di Stati Uniti e Regno Unito nelle ultime settimane hanno di fatto trasformato il territorio polacco in un "hub logistico" utilizzato per fornire armi e combattenti non ufficiali”, compresi terroristi del Daesh* dalla Siria, addestrati presso la base militare di Al-Tanf.
La Polonia è emersa come uno dei principali centri logistici per le armi spedite dalle nazioni europee a ciò che resta dell'esercito del regime ucraino dopo una settimana e mezza di pesanti perdite inflitte dalle forze armate russe.
Ma le piene implicazioni del flusso di mercenari nel conflitto non sono del tutto chiare. È un fenomeno del tutto nuovo, incoraggiato dalla sospensione dell'obbligo di visto da parte dell'Ucraina per i combattenti stranieri, e solo il tempo dirà cosa potrà derivare dall'apparente volontà di alcuni Paesi di essere utilizzati come base per le ostilità con la Russia.
Domenica, il segretario di Stato americano Anthony Blinken ha pubblicamente "spronato" le autorità polacche, dicendo alla CNN che gli Stati Uniti sostengono "con forza" la Polonia, "affinché possa fornire (agli ucraini) MiG, SU e altri aerei che gli ucraini possano pilotare".
Ma, almeno finora, la Polonia sembra essersi rifiutata di abboccare.
Poche ore dopo che il portavoce della difesa russa Igor Konashenkov ha spiegato che qualsiasi decisione dei Paesi vicini di offrire all'Ucraina l'uso dei loro aeroporti (o in altro modo facilitare una cosiddetta "No-Fly Zone") "può essere considerata come il coinvolgimento di questi stati in un conflitto armato", il ministero degli Esteri polacco ha escluso ufficialmente una tale possibilità, condannando come "fake news" un tweet di Nexta, testata anti-russa presumibilmente finanziata dagli Stati Uniti e fondata da un blogger bielorusso che avrebbe combattuto al fianco dei famigerati neonazisti ucraini del battaglione "Azov", che riportava la notizia.
"Purtroppo", hanno spiegato, Nexta sta "diffondendo disinformazione".
"La Polonia non invierà i suoi caccia in Ucraina, né permetterà ai vicini di "usare i suoi aeroporti", ha dichiarato il ministero.
"Aiutiamo in modo significativo in molte altre aree", hanno aggiunto.
La Polonia non è l'unico Paese che facilita l'afflusso di soldati di ventura nella regione dilaniata dalla guerra. Un certo numero di combattenti stranieri ha colto al volo l'opportunità di aiutare a mettere insieme la cosiddetta "Legione internazionale" di mercenari richiesta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con reclute provenienti da Stati Uniti, Canada e Giappone che apparentemente hanno colto al volo l'opportunità di combattere per quello che alcuni media riportano come un assegno da 60.000 dollari al mese.
Non tutti i Paesi coinvolti nel fenomeno si sono dichiarati "contenti" degli sforzi del regime ucraino per coinvolgere i propri cittadini in un conflitto globale altamente politicizzato.
L'Algeria ha ordinato all'ambasciata ucraina di rimuovere dalla sua pagina Facebook un annuncio pubblicitario che esortava i "cittadini stranieri" a contattare l'ambasciata e "unirsi alla resistenza contro gli occupanti russi e proteggere la sicurezza mondiale".
Secondo quanto riferito, una fonte del ministero degli Esteri algerino ha dichiarato al sito web di notizie algerino TSA che il post "ha violato le disposizioni della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche tra gli stati".
Il Senegal è stato costretto a prendere una posizione simile dopo che l'ambasciata ucraina ha inoltrato la chiamata ai mercenari, chiedendo che la richiesta fosse "immediatamente ritirata" e insistendo affinché "qualsiasi procedura per arruolare persone di nazionalità senegalese o straniera" cessasse "senza indugio".
E anche il Regno Unito, uno dei più accesi sostenitori del regime ucraino sulla scena internazionale, ha dovuto ritirarsi dagli sforzi del ministro degli Esteri Liz Truss per persuadere i cittadini britannici a unirsi alla mischia.
Domenica, il capo delle forze armate britanniche, l'ammiraglio Tony Radakin, ha affermato che è "illegale e inutile" per i britannici combattere contro la Russia in Ucraina.
Soldati a Mariupol - Sputnik Italia, 1920, 07.03.2022
Le forze armate russe dichiarano il cessate il fuoco dalle ore 10:00 e la riapertura dei corridoi
* Organizzazione terroristica estremista bandita in Russia ed in altri Paesi.
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