"Sequenza assente da tutti i genomi". L'indizio sull'origine del Covid in laboratorio

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Creative rendition of SARS-COV-2 virus particles - Sputnik Italia, 1920, 07.03.2022
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Per il virologo Giorgio Palù, intervistato dal Corriere della Sera, ci sono nuovi elementi che avvalorano l'ipotesi che il virus possa essere fuoriuscito accidentalmente da un laboratorio.
“Una sequenza di 19 lettere appartenente ad un gene umano e assente da tutti i genomi” presente nel ceppo del Covid di Wuhan. Per il virologo Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, sarebbe questo uno degli elementi più significativi a sostegno dell’ipotesi che il virus che ha sconvolto il mondo possa essere fuoriuscito da un laboratorio.
Quella rinvenuta nella proteina Spike del Covid è “una sequenza essenziale perché conferisce al virus la capacità di fondersi con le cellule umane e di determinare la malattia”, dice il medico al Corriere della Sera. “E la probabilità che si tratti di un evento casuale – spiega - è pari a circa una su un trilione”.
Si fa strada, quindi, la tesi che il Covid possa essere frutto di una “manipolazione” a scopo di ricerca. Ad esempio, spiega Palù, “per scoprire se certi virus di mammiferi, in questo caso del pipistrello, possano avere potenziale pandemico e decifrare quali caratteristiche genetiche vi contribuiscano”.
Si tratta, ha precisato, di “uno scopo nobile”, e cioè “prevenire uno spillover naturale”. Nella realtà, però, ammette il virologo, potrebbe essere avvenuto “l’esatto contrario".
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“Non è una novità che il laboratorio di Wuhan da oltre una decade si dedichi tra l’altro alla coltura di virus di pipistrelli”, ha spiegato Palù, aggiungendo che “non sarebbe la prima volta che un virus scappa per sbaglio da un laboratorio ad alta sicurezza”.
Sull’origine naturale del virus, per contro, secondo il medico, manca “la prova regina”. “Non si è ancora trovato l’ospite intermedio e dall’altro, RaTG13, il virus del pipistrello Rhinolophus affinis il cui genoma è al 97% identico al Sars-CoV-2, ha scarsa capacità di infettarci”, ha chiarito.
Per dirimere la questione una volta per tutte sarebbe essenziale la collaborazione da parte delle autorità di Pechino.
Fare chiarezza sulle origini del virus, ha concluso Palù, sarebbe utile, infatti a “bloccare la trasmissione epidemica, come è avvenuto per altri virus provenienti dal mondo animale”.
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