In Europa è psicosi per la "guerra nucleare": boom di richieste per le pillole di iodio in farmacia

© Sputnik . FalinLa centrale nucleare Zaporizhzhia
La centrale nucleare Zaporizhzhia - Sputnik Italia, 1920, 06.03.2022
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Dal Belgio all'Italia si moltiplicano le richieste di pillole di iodio nelle farmacie per far fronte ad una possibile fuga di radiazioni. Ma gli esperti avvertono: “Assumerle per proteggersi da eventuali radiazioni nucleari è sbagliato e rischioso".
Lo spettro della minaccia nucleare fa da sfondo al conflitto in Ucraina. Per questo in molti Paesi europei, dalla Germania al Belgio, passando per la Svizzera, è partita la caccia alle compresse allo iodio.
Pillole anti-radiazioni di cui le farmacie stanno facendo scorta di fronte ad una domanda sempre crescente da parte della popolazione. Succede anche in Italia, come racconta il Gazzettino, dove in Friuli e in Veneto è boom di richieste.
Il timore si è diffuso dopo le notizie dei combattimenti attorno alle centrali nucleari di Chernobyl e Zaporizhizhia. In Belgio, ad esempio, la richiesta di compresse allo iodio è aumentata nei giorni scorsi a 4 mila confezioni al giorno. Una cifra record, raggiunta soltanto nel marzo del 2018 quando il governo mise in atto il piano di sicurezza nucleare.
In Svizzera, invece, le stesse pillole sono state distribuite a chi abita attorno agli impianti atomici. Ma le autorità preposte, come l’Agenzia belga per il controllo nucleare, e i medici, in queste ore rassicurano sul fatto che non c’è alcun bisogno di assumere il medicinale in via preventiva.
“Assumere compresse allo iodio per proteggersi da eventuali radiazioni nucleari è sbagliato e rischioso", spiega il presidente dell'Associazione medici endocrinologi (Ame), Francesco Grimaldi, citato dal Giorno, mettendo in guardia sui rischi del “fai da te”.
"La tiroide ha un meccanismo di autoregolazione per cui utilizza lo iodio per produrre gli ormoni tiroidei necessari all'organismo, ma se gli arriva troppo iodio si blocca e si satura, con conseguenze pericolose", avverte il medico.
In caso di incidente nucleare la tecnica usata per proteggere la ghiandola dalle radiazioni, ha chiarito, è l’assunzione di una “soluzione satura di ioduro di potassio iodio in gocce” qualche giorno prima per “saturare la tiroide” e impedire allo “iodio radioattivo che viene dall'esterno” di essere assorbito.
L’Oms, ha spiegato ancora il presidente dei medici endocrinologi, ha predisposto delle linee guida da applicare in caso di emergenze radioattive, indicando come rimedio “una soluzione di Lugol al 5%, preparata in farmacia e previa presentazione di ricetta”.
Il prodotto, però, ribadisce il medico, deve essere assunto solo in caso di necessità, altrimenti si possono sviluppare effetti collaterali, compreso l’ipo o iper-tiroidismo.
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