Ambasciatore russo a Roma Sergey Razov: le ferite tra Russia e Italia si possono risanare

© Foto : Twitter / Russian Embassy in Italy Il videomessaggio di S.E. l'Ambasciatore della Federazione Russa nella Repubblica Italiana Sergey Razov in occasione della Giornata della Russia
 Il videomessaggio di S.E. l'Ambasciatore della Federazione Russa nella Repubblica Italiana Sergey Razov in occasione della Giornata della Russia - Sputnik Italia, 1920, 06.03.2022
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L'ambasciatore della Federazione Russa a Roma Sergey Razov parla di garanzie di efficacia per i negoziati con Kiev, e si dichiara scioccato per l'invio incessante da parte dei Paesi occidentali di armamenti letali in Ucraina.
Sergey Razov, ambasciatore a Roma per la Federazione Russa con una lunga carriera diplomatica alle spalle, in un'intervista rilasciata ad Adnkronos ha risposto a diverse domande relative alla situazione in Ucraina e all'operazione speciale della Russia nel Paese.
Circa i rapporti reciproci tra Italia e Russia, Razov riporta che "vi è un interesse comune a intrattenere relazioni regolari, sottolineando come "le ferite tra Russia e Occidente si possano risanare", ma solo rispettando una determinata condizione, che vi sia "un dialogo rispettoso e paritario".
L'ambasciatore definisce poi come "scioccante" la decisione da parte dei Paesi occidentali dell'invio di armi letali al governo di Kiev proprio in occasione dell'apertura dei negoziati.

"Armi che saranno usate per uccidere i militari russi", ha affermato Razov.

L'ambasciatore ha rimarcato più volte la posizione ferma di Mosca , sottolineando come sia nata storicamente la frattura tra Russia e occidente:
"Il blocco politico-militare della Nato, i cui documenti politici definiscono la Russia come un nemico, negli ultimi decenni in diverse ondate ha avvicinato le sue infrastrutture ai nostri confini, creando comprensibili minacce alla nostra sicurezza. Sottolineo che non siamo stati noi ad espanderci verso la Nato, ma la Nato ad espandersi verso di noi."
L'ambasciatore prosegue sottolineando inoltre come lo strumento delle sanzioni da parte dell'occidente, strumento in un primo tempo ipotizzato solo ed unicamente in riferimento all'evolversi della situazione in Ucraina, abbia perso completamente un tale riferimento, finendo per l'essere usato semplicemente per colpire la Russia.
Sulle trattative con l'Ucraina, Razov è molto netto nel rimarcare le posizioni della Madrepatria:
Status neutrale e non nucleare per l'Ucraina, smilitarizzazione, denazificazione, riconoscimento della Crimea nella Federazione Russa, sovranità delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.
Razov ha voluto poi rimarcare come sia stato "scioccante" il notare come l'occidente abbia deciso di fornire armi letali all'Ucraina proprio nel momento in cui le due parti erano sedute al tavolo delle trattative a Gomel, in Bielorussia:
"Difficile prevedere in quali mani finiranno queste armi e contro chi potranno essere utilizzate. Come sapete, decine di migliaia di armi leggere sono già state distribuite alla popolazione civile, compresi elementi criminali ucraini rilasciati dal carcere, che potrebbero svolgere un ruolo in Ucraina e in altre zone di conflitto".
Circa infine la notizia dell'apertura di una inchiesta nei confronti della Russia per crimini di guerra da parte della Corte Internazionale dell'Aja, Razov ha dichiarato:
"La Russia respinge categoricamente le accuse di crimini di guerra. Per inciso, né la Russia né l'Ucraina sono membri del tribunale penale internazionale dell'Aja. Richiamo l’attenzione sul fatto che negli ultimi otto anni, durante i quali nel Donbass sono state uccise 14.000 persone, compresi i civili, nessuna delle 5.588 denunce presentate dalle organizzazioni per la difesa dei diritti umani alla Corte europea per i diritti umani è stata accolta. Il doppiopesismo e il pregiudizio sono evidenti".
L'ambasciatore ha poi ringraziato l'agenzia di Stampa per aver dato voce ad un punto di vista che si discosta, parafrasando, dall'opinione pubblica comune, pubblicizzata dai mass media occidentali.
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