Ucraina, la Slovacchia afferma di non poter mandare aerei in appoggio

© Foto : Airman 1st Class Christopher SpaCaccia americano F-16 Fighting Falcon
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Il ministero della Difesa della Slovacchia nega il trasferimento di aerei in Ucraina.
Stando alle parole di Martin Koval-Kakashchikov, portavoce del ministero della Difesa della Repubblica di Slovacchia, non vi è alcun piano di trasferimento di aerei da parte del Paese nei confronti dell'Ucraina.
Il portavoce del ministero ha commentato così le indiscrezioni apparse su vari media nei giorni scorsi, circa l'invio di aerei militari in aiuto dell'Ucraina, in una nota:
"Non possiamo trasferire (in un altro Paese) un elemento così importante per la protezione del nostro spazio aereo senza un'adeguata sostituzione", ha affermato.
Il servizio stampa della Marina ucraina aveva dichiarato precedentemente che Bulgaria, Polonia e Slovacchia avrebbero trasferito all'Ucraina 70 aerei da combattimento MiG-29 e Su-25.
Il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, aveva affermato che tali forniture erano state pianificate dai paesi dell'UE come parte dell'assistenza militare a Kiev.
È di oggi la notizia che la Slovacchia non è intenzionata ad un eventuale trasferimento dei propri aerei all'Ucraina.
Il rappresentante del ministero della Difesa slovacco, a sua volta, ha osservato che la questione del trasferimento dei combattenti non era mai stata sollevata. In precedenza, dichiarazioni simili erano state rilasciate dalle autorità polacche e bulgare.
Il 21 febbraio Vladimir Putin, in risposta alle richieste delle repubbliche del Donbass e dopo un appello dei deputati della Duma di Stato, ha firmato decreti che riconoscono la sovranità della LPR e DPR. Tre giorni dopo, la Russia ha lanciato un'operazione militare speciale per smilitarizzare l'Ucraina. Il ministero della Difesa riferisce che le operazioni delle forze armate sono rivolte esclusivamente a colpire le sole infrastrutture militari e le truppe ucraine.
Mosca e Kiev hanno tenuto due giornate di colloqui questa settimana. Ieri le parti hanno concordato l'organizzazione di corridoi umanitari per l'uscita della popolazione civile dalle zone ove avvengano scontri, nonché una possibile cessazione temporanea delle ostilità in questo settore. Le parti hanno istituito un gruppo di lavoro su questo tema.
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Intanto, l'Occidente e gli alleati degli Stati Uniti in Asia hanno risposto con sanzioni senza precedenti contro l'economia, i politici e gli imprenditori russi.
Molti paesi hanno anche promesso di aumentare la quantità di aiuti militari al regime di Kiev.
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