Ucraina, la Rai richiama corrispondenti e inviati dalla Russia

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La decisione è stata presa in seguito all'approvazione da parte del governo russo della legge che introduce la responsabilità penale per chi diffonde informazioni false sulle operazioni militari in corso in Ucraina. Via anche Mediaset e Ansa.
“In seguito all'approvazione della normativa che prevede forti pene detentive per la pubblicazione di notizie ritenute false dalle autorità, a partire da oggi la Rai sospende i servizi giornalistici dei propri inviati e corrispondenti dalla Federazione Russa”.
Dopo Bbc, Bloomberg, Abc e Cbs, ora è anche la Rai richiamare in Italia i corrispondenti dalla Russia. La decisione, spiegano da viale Mazzini in una nota, è stata presa dopo l’approvazione da parte del governo russo di una legge che introduce la “responsabilità criminale” per chi diffonde “fake news” sulle operazioni militari in corso in Ucraina.
"La misura – ha spiegato la Rai - si rende necessaria al fine di tutelare la sicurezza dei giornalisti sul posto e la massima libertà nell'informazione relativa al Paese”.
“Le notizie su quanto accade nella Federazione Russa – ha fatto sapere il servizio pubblico - verranno per il momento fornite sulla base di una pluralità di fonti da giornalisti dell’azienda in servizio in Paesi vicini e nelle redazioni centrali in Italia".
La Rai, secondo quanto si apprende da La Repubblica avrebbe già chiesto ai quattro inviati presenti nel Paese di rientrare in Italia mentre ai due corrispondenti, Sergio Paini e Marc Innaro, è stata data la possibilità di scegliere tra rimanere a Mosca in ferie o tornare nel proprio Paese. Anche il Tg5 e l’Ansa hanno preso la stessa decisione.
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Le polemiche sul corrispondente Rai a Mosca

Nei giorni scorsi si erano rincorse le polemiche sulla corrispondenza dalla Capitale russa di Marc Innaro, accusato di essere "filo-russo" per aver raccontato il punto di vista di Mosca sul conflitto in Ucraina.
In particolare, a destare critiche erano stati due interventi del giornalista, uno al Tg2 Post, in cui Innaro aveva parlato dell’espansione della Nato nei Paesi dell’Europa Orientale, e uno su Rainews24, in cui il corrispondente avrebbe dato una versione considerata “di parte” degli scontri alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, parlando del ruolo di “sabotatori ucraini” nell’incendio della struttura, riportando le informazioni circolate sui media russi.

L'intervento della Commissione di vigilanza

Intanto il senatore di Forza Italia, Alberto Barachini, presidente della Commissione parlamentare di vigilanza, ha annunciato allo stesso quotidiano che scriverà ai vertici dell’azienda per “avere chiarimenti sui motivi che hanno portato alla sospensione dei servizi dalla Russia”.
“Chiederemo se siano stati coinvolti gli inviati e i corrispondenti", ha spiegato Barachini a Repubblica, chiedendo che " i giornalisti sul campo" vengano coinvolti nella decisione.
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