Test DNA rivelano tracce di squali in via di estinzione in varie marche di alimenti per cani e gatti

© Foto : PixabayUn cane jack russell
Un cane jack russell - Sputnik Italia, 1920, 05.03.2022
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Uno studio ha rivelato che diverse marche di cibo per animali domestici mostrano segni della presenza di DNA di squali in via d'estinzione. La specie in via d'estinzione è spesso genericamente elencata sull’etichetta come "pesce dell'oceano", occultando di fatto ai proprietari di cani e gatti la reale composizione degli alimenti.
"La maggior parte dei proprietari di animali domestici sono probabilmente amanti della natura e pensiamo che la maggior parte sarebbe allarmata nello scoprire che potrebbero inconsapevolmente contribuire alla pesca eccessiva delle popolazioni di squali", hanno affermato gli autori dello studio, Ben Wainwright e Ian French, dello Yale-NUS College.
La parola "squalo" non è specificatamente scritta sull'etichetta degli ingredienti degli alimenti per animali domestici e viene piuttosto sostituita con espressioni quali “pesce oceanico” o “pesce bianco”. Altre aziende non hanno indicato affatto la presenza di alcun pesce nel composto alimentare.
Dei campioni testati nello studio, il 31% conteneva DNA di squalo. Lo studio non ha menzionato i marchi per nome.
Lo studio, pubblicato venerdì sulla piattaforma scientifica aperta Frontiers in Marine Science, afferma che la domanda globale di pinne di squalo, olio di fegato e carne ha causato un grave calo della popolazione dell'animale. Le popolazioni di squali sono diminuite del 71% dal 1970, secondo una ricerca ampiamente accettata.
Il calo delle popolazioni di squali ha un effetto devastante sull'ambiente e sugli ecosistemi in cui questi vivono. In quanto predatore all'apice della catena alimentare, la modifica della distribuzione delle loro prede provoca un declino delle barriere coralline e dei letti di alghe. Eliminare lo squalo dal suo ecosistema influisce anche sulla pesca, facendo prosperare in loro assenza le cernie, che a loro volta si trovano ad avere via libera contro le specie erbivore.
Le specie più comunemente identificate nel cibo per animali domestici includevano lo squalo blu, lo squalo seta e lo squalo pinna bianca, secondo lo studio.
Non è illegale indicare erroneamente lo squalo come ingrediente sull'etichetta di un prodotto e, secondo quanto riferito, la pratica fuorviante è comune. L'olio di fegato di squalo, noto come squalene, è utilizzato in una vasta gamma di prodotti cosmetici, tra cui creme anti-età, lozioni, deodoranti, balsami per capelli, trucco, creme solari e detergenti per il viso.
La pinna di squalo è una carne molto apprezzata in alcune culture, ma il resto della carcassa dello squalo ha un valore molto inferiore nel mercato della carne, il che la rende una fonte di proteine ​​economica da utilizzare altrove, come appunto il cibo per cani e gatti.
"È quasi impossibile per i consumatori sapere cosa stiano acquistando", ha affermato Catherine Hobbs, dell'Università di Exeter e prima autrice dello studio. “Le persone potrebbero pensare di ottenere un prodotto di provenienza sostenibile, quando in realtà stanno acquistando una specie a rischio".
"Ci sono anche problemi di salute", ha aggiunto la Hobbs. "Sapere quali specie si stanno acquistando potrebbe essere importante in termini di allergie, tossine, contenuto di mercurio e la crescente preoccupazione per le microplastiche nella catena alimentare marina".
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