Crisi ucraina e emergenza materie prime, la Lega: "Settore ceramica a rischio default"

© AFP 2022 / Behrouz Mehri Operai di fronte alla centrale elettrica nucleare di Fukushima, Giappone
Operai di fronte alla centrale elettrica nucleare di Fukushima, Giappone - Sputnik Italia, 1920, 05.03.2022
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L'allarme della deputata leghista Benedetta Fiorini sulle forniture di argilla e caolino dall'Ucraina per l'industria della ceramica italiana: "Rischio di arresto delle produzioni".
Non è soltanto il prezzo dell’energia e di materie prime come grano e mais a mettere in difficoltà imprese e famiglie italiane. La guerra in Ucraina rischia di mettere in ginocchio anche il settore della ceramica. A lanciare l’allarme è la deputata emiliana della Lega, Benedetta Fiorini, segretario della commissione Attività produttive.
È dalla zona del Donbass, infatti, la regione che confina con la Russia e che dal 2014 è al centro delle tensioni militari a seguito della rivoluzione di piazza Maidan, che arriva la maggior parte del caolino destinato all’Europa. Si tratta di una roccia sedimentaria impiegata dall’industria della ceramica.
Nel 2019, secondo i dati forniti dalla parlamentare leghista, ne sono state importate dall’Ucraina 200mila tonnellate, oltre a 2,2 milioni di tonnellate di argilla.

“Si stima che, al momento, le singole aziende produttrici abbiano scorte di materie prime per meno di un mese di produzione. Purtroppo queste sono quasi insostituibili soprattutto per i prodotti di alta qualità come quelli Made in Italy, pertanto in caso d'interruzione delle forniture si presenterebbe un rischio oggettivo di arresto delle produzioni e di mettere in ginocchio un intero distretto industriale”, avverte la Fiorini.

Insomma, il comparto, già messo a dura prova dal caro energia, ora si trova davanti alla difficoltà di reperire le materie prime necessarie alla produzione.
Raccolta del grano nell'Oblast di Novosibirsk, in Russia. - Sputnik Italia, 1920, 04.03.2022
Prezzi mai visti per il grano alla borsa di Parigi, oltre 400 euro a tonnellata
“Per l’Italia la continuità di tali forniture è essenziale per garantire l’attività delle imprese ceramiche e l’occupazione che esse assicurano sia direttamente che nell’indotto nei distretti produttivi e logistici in particolare nell’Emilia-Romagna”, spiega la deputata.
La regione, in particolare, ospita il 91 per cento della produzione del comparto, che conta 35mila addetti nella filiera.
“È evidente – sottolinea quindi la Fiorani - che le ripercussioni per il territorio produttivo emiliano, ma non solo, connesse alle dure sanzioni e all’embargo applicato alle repubbliche separatiste sarebbero devastanti e a rischio ci sono migliaia di posti di lavoro”.
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