Risoluzione bipartisan, no dei senatori Lannutti e Paragone: “Crediamo in diplomazia e mediazione”

© Filippo AttiliIl Senato della Repubblica
Il Senato della Repubblica - Sputnik Italia, 1920, 04.03.2022
Seguici suTelegram
Esclusiva
Dopo la Camera dei Deputati, anche l’Aula del Senato approva la risoluzione unitaria sulle comunicazioni rese dal Presidente del Consiglio Draghi in merito agli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina, con 244 voti favorevoli, 13 contrari e 3 astenuti.
Respinte le quattro risoluzioni presentate rispettivamente da Paola Nugnes (Misto), Mattia Crucioli (Alternativa), Elena Fattori (Misto), Gianluigi Paragone (Italexit), che hanno avuto parere contrario dal governo.
Sputnik Italia ha raggiunto i Senatori della Repubblica Elio Lannutti (Membro Gruppo Misto -Italia dei Valori) e Gianluigi Paragone (Italexit), per capire perché loro non hanno votato la risoluzione congiunta della maggioranza.
Elio Lannutti:
“Questo è il momento in cui ci vuole la ragionevolezza, ci vuole la diplomazia e non alimentare la guerra. Al di là delle ragioni e dei torti, ci vuole la ragionevolezza, perché ci sono tanti motivi 'vecchi': i mancati accordi, 14mila morti del Donbass. Sono angosciato dai quei poveri bimbi, dalle mamme, dai bombardamenti, ma se non si trova una soluzione, non si trova una via di uscita, si rischia la catastrofe, ecco perché è bisogna arrivare ad un accordo.
Mi auguro che il nuovo round dei negoziati potrebbe portare ai risultati concreti, però, bisogna tener presente che noi abbiamo anche l’ipocrisia dei parlamentari e dei senatori che sottoscrivono l’appello di Papa Francesco alla pace e poi votano per la guerra.

Con la risoluzione che è stata votata, l’Italia è in guerra e preghiamo il Dio che non ci sia una scintilla per rappresaglie e per la terza Guerra Mondiale.

C’è pure da dire che l’imperialismo americano utilizza l’Europa per la sua egemonia, ma il nuovo ordine mondiale (anche quello economico) non è più quello americano, è quello dell’Est, della Cina, dell’India. Per cui bisogna fare i conti non armando i popoli aggrediti, ma riprendere la strada degli accordi per arrivare alla possibile pace, rispettando anche i diritti della Russia di non essere aggredita.
Vorrei ricordare il 1962, la Baia dei Porci a Cuba. Se li non si volevano i missili, allora mi domando: e adesso per quale ragione la Nato, questo fantoccio manovrato dagli Stati Uniti, adesso ritiene che sia giusto armare l’Ucraina per aggredire la Russia?”.
Gianluigi Paragone:
“Avrei preferito un ruolo di mediazione da parte dell’Italia e non capisco tutta questa fretta che il Governo Draghi e tutta la sua maggioranza hanno avuto per affrontare la questione. La mediazione fa parte della cultura italiana, della cultura politica, sociale e anche religiosa del nostro Paese. Per questo motivo trovo un errore unirsi in maniera precipitosa all’Europa e al blocco atlantista.
Non penso neanche... pur riconoscendo l’errore di Putin di attaccare con troppa fretta, però non posso neanche dimenticare quello che è accaduto negli anni passati sia nella regione del Donbass, sia nel 2014 in Ucraina.

Quindi, non si va ad affrontare questa questione delicata con la somma degli errori. Non credo neanche al ruolo dei 'buoni' e dei 'cattivi appiccicato in maniera convenzionale”.

L'opinione dell'autore potrebbe non coincodere con la posizione della redazione
A causa del possibile blocco di Sputnik, consigliamo ai lettori di iscriversi al nostro canale Telegram, dove pubblicheremo le ultime notizie.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала