Ministeriale NATO: Di Maio chiude alla 'no fly zone' sopra l'Ucraina

© Sandro WeltinLuigi di Maio al Consiglio d'Europa
Luigi di Maio al Consiglio d'Europa - Sputnik Italia, 1920, 04.03.2022
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Al termine della ministeriale NATO a Bruxelles, Di Maio ha dichiarato di non essere a favore di una 'no fly zone' sopra l'Ucraina, in quanto questa comporterebbe il coinvolgimento dell'Alleanza Atlantica nella guerra tra Russia e Ucraina.

"Siamo d'accordo per lavorare per la pace, per portare Putin al tavolo, per raggiungere una soluzione diplomatica a questa crisi", ha specificato.

Di Maio ha poi ribadito che la volontà della NATO sarebbe quella di evitare un conflitto continentale, specificando che le sole armi che, oltre alla diplomazia, verranno usate per fermare il conflitto attuale saranno sanzioni sempre più pesanti nei confronti della Russia e un maggiore sostegno, anche militare, a Kiev.

"I russi hanno provato a dividere i paesi UE, ma non ci sono riusciti. E il loro nervosismo è evidente. C'è una resistenza europea in Ucraina. La guerra di Putin è contro la democrazia", ha aggiunto.

Il ministro degli esteri ha poi ricordato i suoi prossimi impegni, tra cui il Cosiglio Affari Esteri UE:

"Nelle prossime ore parteciperò al Consiglio Affari Esteri dell'UE. Dal mio punto di vista, da quello del governo italiano, rappresenta la più importante delle istituzioni di pace. Servono azioni comuni, perché i russi avevano scommesso sulle divisioni dell'UE, ma non hanno avuto successo".

Di Maio ha anche speso parole sui combattimenti di questa notte alla centrale atomica di Zaporozhzhia, definendo l'attacco russo alla più grande centrale nucleare d'Europa un fatto totalmente "inaccettabile", nonchè "inquietante", in quanto un eventuale danneggiamento della centrale avrebbe compromesso non solo la vita dei cittadini ucraini ed europei, ma anche di quelli russi.
Infine, Di Maio ha comunicato che sul fronte energetico l'Italia continuerà a impegnarsi a livello bilaterale. Dopo il viaggio in Algeria, Di Maio ha promesso infatti che volerà in altri paesi, con l'obbiettivo di accrescere la diversificazione energetica dell'Italia e diminuire quindi la dipendenza energetica da Mosca.
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