Turisti russi disdicono e annullano prenotazioni in Sicilia. Musumeci: "Preoccupari per il turismo"

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Palermo - Sputnik Italia, 1920, 03.03.2022
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Le ricadute economiche sono una preoccupazione in più per l'Isola, che ospita la base Us Navy di Sigonella e altre strutture militari come il Muos di Niscemi.
"Siamo molto preoccupati per il turismo in Sicilia". Il presidente della Regione, Nello Musumeci, e l'assessore all'Economia, Gaetano Armao, lanciano l'allarme per i probabili effetti della crisi ucraina e delle sanzioni alla Russia sui flussi turistici sull'Isola, in vista dell'incombente avvio della stagione estiva.

"La fetta del turismo russo è sempre stata in crescita. I russi amano la Sicilia, arrivano disdette. Segnali che nessuno vorrebbe ricevere", ha detto Musumeci nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d'Orleans, a Palermo.

La Sicilia vive di turismo russo e i timori per il settore, già provato duramente da due anni di pandemia di Covid-19, si sommano alle preoccupazioni di carattere economico per il caro bollette, gli aumenti dei prezzi di benzina, grano e derivati, l'incertezza sulle forniture energetiche.
Della stessa idea è Armao, che vede un "quadro di eventi negativi", riguardante anche l'incremento dell'inflazione e dei tassi di interesse.

L'assessore regionale afferma che la situazione in Ucraina "interromperà il flusso dei turisti russi che era in forte crescita. Ci sono già disdette e prenotazioni annullate. E ci auguriamo che le ripercussioni siano limitate a questa stagione, anche se le ripercussioni economiche si potranno meglio valutare non prima di 60 giorni".

La Sicilia è direttamente coinvolta nella crisi che da anni crea tensione nell'Est Europa per il suo ruolo strategico, dovuto, oltre alla posizione geografica nel cuore del Mediterraneo, alla presenza di installazioni militari statunitensi, come l'US Navy di Sigonella e il Muos di Niscemi.
Sigonella - Sputnik Italia, 1920, 23.03.2019
Il ruolo strategico della Sicilia nella nuova dottrina nucleare USA
Il 24 febbraio, la Russia ha lanciato un'operazione speciale in Ucraina, in risposta alle richieste di aiuto delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk per contrastare l'aggressione delle truppe ucraine.
Il primo round di negoziati tra le delegazioni russa e ucraina si è svolto lunedì nella regione di Gomel, in Bielorussia. La delegazione russa era guidata dall'aiutante presidenziale Vladimir Medinsky.
L'ufficio del presidente ucraino Zelensky aveva affermato che "la questione chiave dei negoziati era un cessate il fuoco immediato e il ritiro delle truppe dal territorio dell'Ucraina". Medinsky ha dichiarato lunedì, dopo i colloqui, che le delegazioni avevano concordato di tenere un nuovo ciclo di negoziati in Bielorussia che si svolgerà giovedì mattina.
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