La Francia inizia oltralpe e finisce oltreoceano

© Sputnik . Natalia Silvestrova / Vai alla galleria fotograficaLa Torre Eiffel a Parigi e la bandiera della Francia
La Torre Eiffel a Parigi e la bandiera della Francia - Sputnik Italia, 1920, 02.03.2022
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Approfondimento
Siamo abituati a pensare che il tempo del colonialismo così come l’abbiamo sempre inteso sia finito. Probabilmente è vero, anche se certe azioni economiche di oggi, pur senza dichiararlo e magari facendo apparire tutt’altro, possono diventare una forma di controllo su popoli e paesi perfino peggiore, a volte, dei tempi d’antan.
Quel che, invece, non è mai cambiata è l’abitudine di alcuni Stati di occupare e considerare come propri territori lontani anche migliaia di chilometri dalla madrepatria, in barba a quel concetto di “nazione” che aveva nutrito negli ultimi due secoli le menti e le ambizioni di tanti popoli.
Anni fa, agli onori delle cronache fu la guerra tra Argentina e Gran Bretagna per la sovranità sulle isole Falkland (Malvinas, secondo la denominazione argentina) a ricordarci che ancora esistono residui di quel passato colonialismo. Si tratta, in quel caso, di 778 isole (di cui due coprono più dell’ottanta per cento della superficie totale e le altre sono poco più di isolotti) con circa 3500 abitanti.
Questo arcipelago dista poco più di 400 chilometri dalle coste argentine e ben 13.000 dal Regno Unito. La questione di chi avesse il diritto a possederle divenne di pubblico dominio a causa della guerra ma altri casi di territori lontanissimi eppure “conglobati” cui nemmeno si pensa sono molto più numerosi di quanto si possa immaginare. Una dispersione di sovranità nelle più disparate aree del mondo è quella della Francia, avanzo dei possedimenti coloniali di cui l’Exagone fu molto ricco nei secoli passati.
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Nel caso del nostro vicino si può affermare, senza tema di smentita, che non esista oceano su questa terra ove la bandiera francese non sventoli da padrona: si va dall’ Oceano Pacifico a quello Australe a quello Indiano, per finire nell’Oceano Atlantico. Nel Pacifico, il territorio francese più conosciuto è la cosiddetta Polinesia Francese che, da sola, vanta i diritti di esclusività marittima della Francia su circa il 40% del totale francese nel mondo. Localmente vi si coltivano le ostriche perlifere i suoi fondali sono ricchi di cobalto, nickel, titanio e platino. Più a est, vicino alle coste messicane (e infatti il Messico ne rivendica la proprietà) c’è l’arcipelago di Clipperton con acque così ricche di tonni da aver costretto Parigi a dividere i diritti di pesca anche con i pescatori messicani.
Ad est della Polinesia, ma sempre nel Pacifico è francese anche la piccola isola di Wallis et Futuna, mentre dirigendosi verso l’Australia si arriva alla Nuova Caledonia e alle isole Loyautè. Qui, oltre allo sfruttamento della pesca e dei minerali, è in attività anche una base militare, parallela ad un’altra presente anche nella suddetta Polinesia. Andando verso sud, si arriva alla zona antartica rivendicata dalla Francia dopo che quella regione fu scoperta nel 1840 dall’esploratore Jules Dumont d’Urville. Si tratta della terra detta Adelie ed ospita sull’isola Des Petrels una base di ricerca scientifica.
Nell’oceano indiano abbiamo il numero maggiore di isole e isolotti controllati da Parigi. La più famosa è l’isola Réunion, meta turistica e base aerea militare. Seguono poi Saint Paul et Amsterdam dove è basato un laboratorio per le ricerche scientifiche marine, l’isola di Kerguelen con un’altra presenza scientifica e le isole Crozet che completano il numero dei laboratori che ospitano scienziati e specialisti. A est della Reunion, troviamo le Isole Sparse. Si tratta di cinque isole vicine al Madagascar e rivendicate contemporaneamente dallo stesso Madagascar da Mauritius e dalle Comore, forse perché vi si stimano giacimenti di gas, petrolio e le acque sono molto pescose.
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Poco più a nord, un’altra base militare con pure presenza di minerali nell’isola Mayotte. Quest’ultima faceva parte delle Comore dove nel 1975, grazie a un referendum, tre delle quattro isole decisero di guadagnare la loro indipendenza. Solo Mayotte votò per rimanere territorio francese e dal 2011 è diventata il centunesimo Dipartimento. I possedimenti nell’Atlantico sono più conosciuti.
La Guyana fu rinomata per ospitare la prigione ove fu rinchiuso per un certo tempo il Capitano Dreyfus e dove fu girato un famoso film, Papillon, ispirato alle fughe dal quel carcere dell’ergastolano Henri Charriere. Nel 2011, al largo della costa fu scoperto un giacimento di petrolio (per ora non sfruttato) ma la ricchezza commerciale del posto sono piuttosto le acque ricche di gamberi che riempiono i ristoranti e le tavole dei francesi in Europa. Sia in Guyana che nelle Antille francesi, più a nord e di fronte alle coste venezuelane, ci sono basi militari e in quest’ultima area (e precisamente in Martinica) esiste un impianto dedicato alla produzione di energia ottenuta sfruttando la differenza di temperatura tra le acque profonde e quelle superficiali.
Anche non lontano dalle coste canadesi (19km da Terranova) esiste un territorio al cento per cento francese: Saint Pierre et Miquelon. In questo caso le isole dell’arcipelago sono otto per una superfice totale di 242 e costituiscono l’unico “possedimento” a nord del Tropico del Cancro. Si tratta di isole di materiale vulcanico e anche qui si stimano presenti gas e petrolio. Si sa essere state abitate da una comunità paleo-esquimese fino dai tempi preistorici e furono riscoperte da un navigatore portoghese nel 1520.
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Tutt’ora, ci vive una piccola comunità Inuit che mantiene le proprie abitudini di vita nonostante sia soggetta alle leggi francesi. Tutti gli abitanti dei territori sopra menzionati sono cittadini francesi a pieno titolo e la definizione corretta è “Dipartimento e Regione d’Oltre-mare” (DROM). Questo termine istituzionale riguarda cinque entità che sono parte integrante della Repubblica francese, sono rappresentate nell'Assemblea nazionale, al Senato e nel Consiglio economico e sociale francese, eleggono membri del Parlamento europeo e usano l'euro come loro valuta.
Oltre ai DROM esistono le “Comunità d’oltre-mare” che possano dotarsi di una locale Assemblea con poteri deliberanti su temi di interesse locale. Lo status dei Dipartimenti d'oltremare differisce da quello delle Comunità e da quello “sui generis” della Nuova Caledonia.
In tutto, comunque, si tratta di dodici entità abitate da poco meno di 3 milioni di persone di cui, tuttavia, quasi la metà è formata da giovani. Soltanto alcuni isolotti e le terre Australi e Antartiche sono inabitate. Chi ancora pensava che i nostri cugini fossero tutti qui, dall’altra parte delle Alpi, dovrà quindi correggere la propria ottica e prendere atto che, pur ridimensionata dopo la fine del passato colonialismo, la Francia è ancora un’entità internazionale con ambizioni di proiezione (anche militare) in tutto il mondo.
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