Maurizio Danese, presidente di Aefi: “Verona è pronta per Fieragricola”

© Foto : Fornita da Maurizio Danese Maurizio Danese, presidente dell’AEFI (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane)
Maurizio Danese, presidente dell’AEFI (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane) - Sputnik Italia, 1920, 01.03.2022
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A Verona dal 2 al 5 marzo si terrà Fieragricola, l’annuale appuntamento fieristico che quest’anno giunge alla sua 115° edizione. Un evento che per la sua risonanza non solo in Italia ma sempre di più anche a livello internazionale rappresenta una pietra miliare nel settore dell’agricoltura e della zootecnia.
Nata nel lontano 1898 a Verona, Fieragricola è ormai parte della storia e della vita della città scaligera.
Quest’anno all’evento fieristico veronese, disposto su 10 padiglioni, è prevista la partecipazione di 500 espositori provenienti dall’Italia e da 11 Paesi esteri, e un calendario di oltre 80eventi tra convegni, workshop, approfondimenti e prove dinamiche.
Fieragricola da sempre cerca d’intercettare le esigenze e le prospettive del settore agricolo grazie ad un approccio trasversale e specializzato che quest’anno punta a individuare le soluzioni più efficienti per incrementare le produzioni e per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici salvaguardando così la biodiversità e il paesaggio.
Verona però non si ferma alla sola “Fieragricola”, anche quest’anno propone il “Vinitaly” e il “Marmomac”. Ulteriori eventi fieristici di grande risonanza italiana e internazionale che confermano la tradizione di Verona nel saper creare poli di attrazione commerciale.
Per maggiori ragguagli sull’importanza di Fieragricola, Sputnik Italia si è rivolta a Maurizio Danese, presidente di Veronafiere e presidente di Aefi, (Associazione esposizioni e fiere italiane) che vanta 39 associati, 41 quartieri, 1.000 manifestazioni con 200mila imprese rappresentate.
- Quali sono le aree settoriali che Fieragricola propone quest’anno?
- Fieragricola ha adottato un format trasversale, con una specializzazione cioè su diversi settori, così da rispondere alle esigenze dell’impresa agricola del futuro, che sarà sempre più multifunzionale. La diversificazione produttiva, d’altronde, permette di garantire maggiore redditività e maggiore competitività, alla luce della volatilità che, così dicono gli analisti, caratterizzerà sempre di più i prossimi anni.
Nei dieci padiglioni occupati avremo spazio per la meccanizzazione agricola, la zootecnia con oltre 500 capi in esposizione e due mostre internazionali dedicate alla Holstein e alla razza Bruna, le energie da fonti rinnovabili, le colture specializzate di vigneto e frutteto, simbolo dell’agricoltura mediterranea ad alto valore aggiunto. I visitatori troveranno anche le filiere della mangimistica, i servizi per l’agricoltura, il nuovo Salone del Digital Farm in collaborazione con Image Line, un’area esterna per il Dynamic Show dei mezzi e delle trattrici agricole curato dall’Informatore Agrario.
- Nel corso degli anni il settore agricolo in maniera progressiva si è sempre di più strutturato razionalizzando la gestione aziendale per migliorare la competitività. Quali sono le nuove sfide di Fieragricola?
- Abbiamo una situazione congiunturale da affrontare, legata alla volatilità dei prezzi: il boom delle materie prime come mais, cereali, soia e foraggi sta mettendo sotto pressione gli allevamenti, vi sono difficoltà di reperire i fertilizzanti e i costi sono lievitati, le scarse precipitazioni impongono una gestione dell’acqua molto più razionale. L’obiettivo dell’agricoltura è quello di garantire sicurezza alimentare, disponibilità di cibo sano prodotto in modo sostenibile in chiave ambientale, sociale, economica, perché non dimentichiamo che senza margini di redditività le imprese agricole non potranno continuare a rimanere sul mercato e non potranno svolgere quella funzione altrettanto fondamentale e che troppo spesso diamo per scontata: il presidio del territorio, assai più strategico in zone di collina e di montagna a più elevato rischio di dissesto idrogeologico.
Tutto questo si interseca con le sfide di medio e lungo periodo, che vedono una popolazione mondiale in crescita, cambiamenti climatici che mettono sotto stress le produzioni agricole. In futuro avremo bisogno di produrre coniugando maggiori rese in campo con situazioni climatiche forse più estreme e con un minore ricorso alla chimica verde. Per questi obiettivi ricerca e sviluppo saranno strategici, dalla ricerca genetica alle nuove tecnologie. L’innovazione sarà la chiave della crescita dell’agricoltura e Fieragricola dal 1898 accompagna la diffusione delle più moderne tecnologie per il comparto primario.

L’importanza del settore agricolo

- Quanto è importante il settore agricolo, nel suo insieme, per il Veneto e per l’Italia?
- L’agricoltura, con oltre 400.000 imprese agricole professionali e 919.000 occupati, sviluppa una produzione lorda vendibile intorno ai 60 miliardi di euro, con un valore aggiunto alla produzione fra i più alti d’Europa, grazie alla specializzazione e a produzioni di qualità. Solo la Dop Economy, legata alle indicazioni geografiche e ai prodotti simbolo del Made in Italy, vale oltre 16,6 miliardi di euro ed è uno degli asset strategici a sostegno dell’export, che ha raggiunto i 52 miliardi di euro nel 2021 (+11% sul 2020), e del fatturato dell’agroalimentare italiano. Oggi, con 575 miliardi di euro, l’agroalimentare è una delle voci più importanti dell’economia italiana.
Il Veneto è una delle regioni più importanti dell’agricoltura italiana, per la qualità che riesce a produrre e per il contributo al reddito delle imprese, grazie a una struttura formata da oltre 61.000 imprese agricole, che generano una produzione lorda agricola regionale che Veneto Agricoltura ha stimato per il 2021 in 6,4 miliardi di euro (+4,1% rispetto al 2020).
- L’export agroalimentare continua a rappresentare un’eccellenza del Made in Italy sui mercati internazionali?
- Sì, assolutamente. Come le dicevo, abbiamo raggiunto i 52 miliardi di euro nel 2021, in crescita dell’11% rispetto al 2020, caratterizzato da una performance non particolarmente brillante a causa del Covid. Purtroppo, ed è il rovescio della medaglia di una produzione riconosciuta per l’alta qualità e per essere, grazie alla cucina italiana, un simbolo del life-style, il nostro agroalimentare è anche particolarmente imitato, con un valore del cosiddetto “Italian sounding” superiore ai 100 miliardi di euro”.

Verona al centro di eventi fieristici

- Verona però non si ferma a Fieragricola, quali sono le prospettive in termini di visibilità internazionale e di partecipazione anche per gli altri eventi fieristici previsti quest’anno?
- Verona è pronta per Fieragricola ed il calendario 2022 di Veronafiere è finalmente tornato a pieno regime. Sul fronte delle manifestazioni internazionali, dopo Fieragricola, dal 10 al 13 aprile sarà la volta di Vinitaly per il quale siamo ormai in prossimità del tutto esaurito. Successivamente la filiera dell’energia rinnovabile, un tema caldo in questo periodo, sarà al centro di “Progetto fuoco”, dal 4 al 7 maggio.
Per la ripresa delle attività e il ritorno in presenza dopo lo stop forzato per la pandemia, la Fiera di Verona ha messo in campo investimenti straordinari, sia sul fronte della comunicazione che del marketing e della promozione su tutti i principali mercati target del Made in Italy, compresa la Russia. Inoltre, in collaborazione con Ice Agenzia, abbiamo condiviso un piano strategico di incoming di buyer e operatori professionali da tutti i principali Paesi.
L’obiettivo è quello di consolidare il nostro ruolo, che è quello di favorire e supportare l’internazionalizzazione delle Pmi. Noi continuiamo a lavorare per questo, anche in questo momento particolarmente drammatico.
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