In 20 anni di euro prezzi cresciuti anche del 225%, ma gli stipendi solo del 50%

© Fotolia / EyetronicSecondo un recente sondaggio del Centro Europa Ricerche, il 52% dei tedeschi è oggi “molto favorevole” alla moneta unica
Secondo un recente sondaggio del Centro Europa Ricerche, il 52% dei tedeschi è oggi “molto favorevole” alla moneta unica - Sputnik Italia, 1920, 01.03.2022
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La ricerca dell’associazione consumatori Consumerismo No Profit e del Centro Ricerca e Studi di “Alma Laboris Business School” rivela quanto è cambiata la vita e come si sono modificati i consumi degli italiani.
Se un cono gelato fino all’inizio del 2002 costava 1.500 lire (0,77 centesimi di euro), in 20 anni e con il cambio dalla lira all’euro, il suo prezzo è triplicato, a 2,5 euro, con un aumento del 224,7% in due decenni.
È soltanto uno degli esempi pratici forniti dall’indagine condotta dall’associazione dei consumatori Consumerismo No Profit e dal Centro Ricerca e Studi di “Alma Laboris Business School”, su un paniere di 100 elementi tra beni e servizi dall’1 marzo 2002, quando terminò il corso della lira e l’euro divenne l’unica moneta autorizzata nel Paese.
“Oltre ai prezzi, rispetto ai tempi della lira sono cambiati anche gli stipendi percepiti dagli italiani, che salgono rispetto al passato, ma ad una velocità inferiore – afferma l’amministratore di Alma Laboris Business School, Dario Numeroso – Se nel 2001 la retribuzione media lorda di un lavoratore era di circa 19.500 euro annui, oggi si aggira attorno ai 29.300 euro, con una crescita del +50,2% in 20 anni”.

Prezzi dei beni di consumo triplicati

Altro esempio di rilievo è quello portato su una semplice penna a sfera, che costa oggi il 207,7% in più rispetto a 20 anni fa, da 500 lire, quindi 0,26 centesimi, a 0.80 centesimi.
E non soltanto i beni di consumo, ma anche la ristorazione ha subito un grande aumento.
“La classica margherita consumata in pizzeria ha subito un rincaro del +93,5%, il supplì è aumentato quasi del 124%, e il tramezzino al bar addirittura del +198,7%”.
Stessa sorte per il classico cornetto e cappuccino, +93,3%, e il caffè +55%. Queste modifiche, secondo lo studio, hanno cambiato anche le abitudini degli italiani, come sulla mancia, che con la lira era pari a 1.000 lire a testa ed è passata a due euro.
E più cari del 159% anche i biscotti, la passata di pomodoro (+148%), il sale (+134%) e l’olio d’oliva (+114%).

Rincari sui trasporti

La benzina, che oggi vediamo più cara per l’aumento del costo delle materie prime, ha subito un incremento legato pari al doppio.
Spostarsi a Milano con il trasporto pubblico locale ha segnato un +159%, da 1.500 lire, 0,77 centesimi, a due euro.
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