Energia, Starace: “l’Italia può farcela ma servono tre scelte cruciali”

© Foto : forita da Evgeny UtkinFrancesco Starace, Ceo di Enel
Francesco Starace, Ceo di Enel - Sputnik Italia, 1920, 01.03.2022
Seguici suTelegram
Per l’ad di Enel, bisogna puntare sulla riduzione del gas per alimentare le centrali, la diversificazione, il miglioramento delle tecnologie, insieme alla spinta sui rigassificatori.
Il caroprezzi e la crisi energetica espongono l’Europa, e l’Italia in particolare, a possibili shock. Francesco Starace, amministratore delegato di Enel, in un intervento sul Corriere della Sera spiega cosa può fare l’Italia per essere meno “fragile” e contribuire a rafforzare la politica energetica europea.
Starace propone tre elementi su cui puntare: “Ridurre la dipendenza dal gas, diminuendo drasticamente quello che si brucia per generare energia elettrica”, diminuire “il quantitativo di gas per usi civili con tecnologie oggi disponibili che rendano più efficiente e sicuro l’utilizzo dell’energia" e “diversificare l’approvvigionamento del gas per usi industriali e civili residui realizzando almeno altri due terminali di rigassificazione di GNL”.
Per l’ad di Enel, l’Italia “può muoversi presto e bene”, attraendo investimenti, tagliando drasticamente i costi di acquisto di gas dall’estero e creando posti di lavoro.

Nel farlo, “diventerebbe un punto di forza e non più di debolezza nel sistema energetico europeo, contribuendo a costruire un futuro più libero, oltre che più competitivo e sostenibile per il proprio sviluppo economico nel contesto di una Europa più sicura”.

Gli obiettivi da raggiungere al più presto: rinnovabili

Messe in campo queste tre direttrici, Starace elenca le possibilità date da ognuno dei tre elementi in termini di competività, rilancio e riduzione della dipendenza dalle fonti fossili.
“Per ridurre drasticamente la dipendenza da gas per produrre elettricità, la scelta è accelerare la conversione del parco di generazione verso le energie rinnovabili”.
Per questo, secondo l’ad di Enel, si può prendere spunto dalla proposta avanzata dall’Associazione confindustriale Elettricità Futura, che “mostra come realizzare circa 60 GW di capacità rinnovabile nei prossimi tre anni sia una possibilità alla portata del Paese”.
Con questo traguardo, il “consumo di gas nazionale si ridurrebbe così in tre anni di circa 18 miliardi di metri cubi e di ulteriori cinque miliardi nei due anni seguenti, di fatto quasi azzerando la necessità di gas a fini di generazione di energia entro il 2030”.

Passare dalle caldaie alle pompe di calore

Starace passa poi al secondo punto: “Per ridurre il consumo di gas per usi civili una soluzione esistente e del tutto competitiva è la sostituzione graduale delle caldaie a gas per il riscaldamento con sistemi a pompe di calore”.

In questo caso, i tempi sarebbero più dilatati, spiega, “ma in un periodo di circa dieci anni si andrebbe a ridurre il consumo di gas per usi civili di circa 10 miliardi di metri cubi”.

E i rigassificatori

Il terzo e ultimo elemento della ricetta di Starace prevede la realizzazione di due terminali di rigassificazione, con un investimento di 1,5 miliardi di euro.
Questa soluzione “richiederebbe tre anni per il primo, che ha già tutti i permessi, e probabilmente cinque per il secondo, che dovrebbe avere una procedura autorizzativa semplificata”.

Con questi impianti si svincolerebbero “dalle forniture via tubo circa 16 miliardi di metri cubi, dando grande flessibilità di approvvigionamento di GNL da paesi diversi (USA, Qatar Australia, Canada)”.

A causa del possibile blocco di Sputnik, consigliamo ai lettori di iscriversi al nostro canale Telegram, dove pubblicheremo le ultime notizie.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала