Cingolani: “Nessun problema con il gas per l’Italia nel breve periodo”

© Sputnik . Evgeny UtkinRoberto Cingolani
Roberto Cingolani - Sputnik Italia, 1920, 01.03.2022
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Il ministro della Transizione ecologica sottolinea che bisogna spingere sulla diversificazione delle fonti per rendere il Paese e l’Ue meno dipendenti dal gas: più rinnovabili e maggiore semplificazione.
Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani si mostra ottimista dopo la riunione dei ministri dell’Energia Ue che hanno affrontato il tema della dipendenza del blocco dal gas, in particolare da quello provieniente dalla Russia.
Per Cingolani, nel breve periodo, l'Italia non resterà senza gas, è il giudizio.
"Noi adesso abbiamo già accelerato e la manovra in atto si chiama controflusso. In pratica anticipiamo gli stoccaggi, come stanno facendo tutti i Paesi, perché vorremmo essere preparati per l'inizio del nuovo inverno".
Quindi il problema non è la stretta attualità, con la stagione fredda che volge al termine, ma Cingolani pensa già al prossimo autunno.
"Sull'orizzonte dei 6-7 mesi il problema sono gli stoccaggi. Nel frattempo stiamo facendo un'operazione che ci liberi" dalla dipendenza dal gas russo.

Puntare tutto sulle rinnovabili

Cingolani spiega che il governo italiano spingerà l’acceleratore sulle fonti verdi di energia.
"Dovremo attendere 24 mesi prima di avere una sensibile riduzione, attraverso la diversificazione delle fonti di approvvigionamento".
Il tema è presente nell’agenda della maggior parte dei Paesi Ue e l’obiettivo è una semplificazione delle procedure, in modo da procedere più in fretta.
E poi una nota sulle dichiarazioni del premier Mario Draghi sulle centrali a carbone.
La centrale a carbone PGE Elektrownia Bechatow in Polonia - Sputnik Italia, 1920, 27.02.2022
Le centrali a carbone italiane? Coprono soltanto il 15 per cento del fabbisogno di energia
"Il premier non ha mai detto che dobbiamo riaprire le centrali a carbone. C'è una regola per cui se hai un momento di contingente difficoltà, ad esempio per un picco forte di freddo in quel momento tu puoi dare priorità all'elettricità prodotta dal carbone; ma non è che apri nuove centrali".

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