Ucraina, Pietro Parolin: bisogna fermare l’escalation e trattare

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Vaticano, piazza San Pietro - Sputnik Italia, 1920, 28.02.2022
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Il Segretario di Stato del Vaticano Pietro Parolin dialogando con alcuni giornalisti rilascia dichiarazioni sulla crisi in corso in Ucraina. Auspica la pace: "un allargamento del conflitto sarebbe una catastrofe globale".
Il Segretario di Stato della Santa Sede Pietro Parolin in una intervista congiunta con quattro quotidiani nazionali (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa e Il Messaggero) parla della crisi in corso in Ucraina esprimendo forte preoccupazione per un allargamento eventuale del conflitto.
Il cardinale asupica di evitare ogni escalation militare, di fermare i bombardamenti.
Esorta ad una apertura delle trattative per evitare un allargamento ulteriore del conflitto.
Proprio su questo punto il religioso espirme forti timori, ribattendo, come riferisce Vatican News:
“Non oso nemmeno pensarlo. Sarebbe una catastrofe di proporzioni gigantesche, anche se, purtroppo, non è un'eventualità da escludere del tutto. Ho visto che in alcune dichiarazioni di questi giorni sono stati evocati gli incidenti che hanno preceduto e provocato la Seconda Guerra mondiale. Sono riferimenti che fanno rabbrividire”.
Ha poi assicurato che la Santa Sede è “pronta a facilitare il negoziato tra Russia e Ucraina”.
Parolin paventa il ritorno ad una nuova "guerra fredda", assolutamente da evitare: "Anche l’eventuale ritorno a una nuova guerra fredda con due blocchi contrapposti è uno scenario inquietante. Va al contrario di quella cultura della fraternità che Papa Francesco propone come unico cammino per costruire un mondo giusto, solidale".
"La Santa Sede, che in questi anni ha seguito costantemente, discretamente e con grande attenzione le vicende dell'Ucraina, offrendo la sua disponibilità a facilitare il dialogo con la Russia, è sempre pronta ad aiutare le parti a riprendere tale via”.
Intanto Papa Francesco è andato a bussare alla sede diplomatica della Federazione russa in via della Conciliazione lo scorso venerdì.
La mossa politica di papa Bergoglio è assolutamente inedita e del tutto al di fuori del protocollo.
Mai prima d'ora un pontefice, nel bel mezzo di un conflitto, aveva letteralmente bussato alla porta di uno dei Paesi belligeranti per farsi ricevere dall'ambasciatore e implorare un aiuto umanitario.
A tal proposito il cardinale Parolin rinnova l'appello alla diplomazia, citando tra l'altro le parole di papa Pio XII alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale, che auspicavano un dialogo tra le parti in campo, parafrasando, nel nome della comprensione reciproca, come traspare dalle stesse parole del Segretario riportate ancora da Vatican News:
"Occorre innanzitutto interrompere subito l'attacco militare, delle cui tragiche conseguenze siamo già tutti testimoni. Desidero ricordare le parole di Pio XII il 24 agosto 1939, pochi giorni prima dello scoppio della Seconda Guerra mondiale: ‘Ritornino gli uomini a comprendersi. Riprendano a trattare".
Il segretario di Stato ha poi menzionato l'annosa questione dei rapporti tra le due Chiese, elogiando i Capi delle Chiese Ortodosse per gli appelli "che manifestano disponibilità a lasciare da parte il ricordo delle ferite reciproche e a lavorare per la pace".
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Le due Chiese d'altro canto “concordano nell'esprimere grave preoccupazione per la situazione e nell’affermare che, al di là di ogni altra considerazione, i valori della pace e della vita umana sono quanto sta veramente a cuore alle Chiese”.
Il Segretario ha concluso il suo intervento auspicando una ripresa della trattativa della diplomazia internazionale e la pace.
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