Turchia chiude accesso al Mar Nero a navi militari di tutti Paesi

© flickr.comIl ponte sullo stretto del Bosforo Yavuz Sultan Selim
Il ponte sullo stretto del Bosforo Yavuz Sultan Selim - Sputnik Italia, 1920, 28.02.2022
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Il capo della diplomazia di Ankara Mevlut Cavusoglu ha dichiarato che la decisione è conforme alle disposizioni della Convenzione di Montreux.
La Turchia ha fatto sapere di aver chiuso l'accesso al Mar Nero attraverso il Bosforo a tutte le navi da guerra di ogni Paese, sia regionale che extra-regionale, avvalendosi delle disposizioni della Convenzione di Montreux. L'obiettivo di questa misura è evitare incidenti nel contesto della crisi ucraina.
"Abbiamo avvertito tutti i Paesi del Mar Nero e non del Mar Nero di non far passare le loro navi da guerra attraverso il Mar Nero nel contesto di scontri. Finora non ci sono stati tali passaggi. Applichiamo le disposizioni della Convenzione di Montreux", ha dichiarato il ministro degli Esteri turco.
"In condizioni di guerra, se la Turchia è parte del conflitto, tutti i poteri nello stretto sono concessi alla Turchia. Se la Turchia non è parte del conflitto, ha l'autorità di non lasciare che le navi da guerra dei Paesi che partecipano al conflitto militare attraversino lo stretto. Se una nave da guerra ritorna nel suo porto del Mar Nero, il suo passaggio non viene impedito. Applichiamo le disposizioni della Convenzione di Montreux," ha specificato il capo della diplomazia turca, citato da Anadolu.
Mevlut Cavusoglu ha aggiunto che la decisione delle autorità turche è stata comunicata a tutti, ribadendo che si fonda su quanto prescritto dalla Convenzione di Montreux.
"Abbiamo avvertito tutti i Paesi del Mar Nero e non del Mar Nero di non inviare le loro navi da guerra attraverso lo stretto. Abbiamo applicato quanto previsto dalla Convenzione di Montreux e lo faremo in seguito. Ad oggi non ci sono stati tali passaggi attraverso lo stretto o richieste di passaggio. I russi ci hanno chiesto se ci fossimo avvalsi della Convenzione di Montreux se necessario. Gli avevamo detto che avremmo rispettato rigorosamente le disposizioni della convenzione."

Operazione speciale russa in Ucraina

La mattina del 24 febbraio il presidente Vladimir Putin ha ordinato un'operazione speciale in Ucraina, descrivendola come un passo necessario per intervenire nelle Repubbliche Popolari del Donbass, che stavano affrontando un "genocidio" e le atrocità commesse dal governo nazionalista a Kiev.
Il ministero della Difesa russo ha sottolineato che le forze russe non stanno prendendo di mira le città o le infrastrutture sociali dei guarnigioni militari ucraini, al fine di evitare vittime tra i militari e le loro famiglie che risiedono lì, e ha ordinato di trattare il personale militare delle forze armate ucraine "con rispetto".
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