Rappresentante russo all'ONU: Mosca non pianifica occupazione dell'Ucraina

© Sputnik . Grigoriy Sisoev / Vai alla galleria fotograficaDeputy Foreign Minister Vasily Nebenzya
Deputy Foreign Minister Vasily Nebenzya  - Sputnik Italia, 1920, 28.02.2022
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I militari russi e le forze del Donbass hanno iniziato un'operazione militare in Ucraina dopo mesi di escalation e settimane di attacchi di artiglieria, mortai e cecchini da parte delle forze governative ucraine nella zona di conflitto. In risposta l'Occidente ha colpito la Russia con nuove sanzioni e promesso oltre 1 miliardo $ di armi a Kiev.
Mosca non ha in programma di "occupare" l'Ucraina e le forze russe non rappresentano alcuna minaccia per i civili ucraini o le infrastrutture civili, ha affermato Vasily Nebenzya, rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite.
"L'occupazione dell'Ucraina non fa parte dei nostri piani. Lo scopo di questa operazione speciale è proteggere le persone che da otto anni subiscono abusi e genocidi dal regime di Kiev. Per questo è necessario smilitarizzare e denazificare l'Ucraina," ha detto Nebenzya, intervenendo oggi in una seduta di emergenza dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
"Ci adopereremo anche per assicurare alla giustizia quello che hanno commesso numerosi e sanguinosi crimini contro i civili, inclusi cittadini della Federazione Russa", ha affermato il diplomatico.
Secondo Nebenzya, l'operazione militare russa si fonda sull'esercitazione del diritto di Mosca all'autodifesa "contro un regime che ha cercato di ripristinare l'accesso alle armi nucleari", ha evidenziato il diplomatico, ricordando le osservazioni del presidente ucraino Zelensky alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco del 19 febbraio, in cui aveva minacciato di rivedere lo status non nucleare di Kiev.
"Voglio sottolineare quanto segue: la radice dell'attuale crisi risiede nelle azioni della stessa Ucraina. Per molti anni ha sabotato e violato gli obblighi previsti dal pacchetto di misure di Minsk", ha affermato Nebenzya, riferendosi agli accordi di Minsk del 2015 per la pace nel Donbass.
"Proprio di recente, molto recentemente c'era la speranza che Kiev riconsiderasse e rispettasse ciò che aveva firmato nel 2015. Per questo, prima di tutto, era necessario un dialogo diretto come stabilito nel documento tra Donetsk e Lugansk. Tuttavia l'ultima conferma da parte dell'alta dirigenza del paese è stata che l'Ucraina non era disposta a impegnarsi in questo dialogo, non disposta a prendere provvedimenti per concedere lo statuto speciale al Donbass come stabilito negli accordi di Minsk, e questa posizione è stata attivamente sostenuta dai curatori occidentali di Kiev. Questo ci ha decisamente persuaso del fatto che non avevamo più il diritto di permettere ai residenti del Donbass di soffrire ulteriormente", ha osservato Nebenzya.
L'inviato ha sottolineato che le recenti "provocazioni ucraine" nel Donbass, inclusi attacchi di mortaio e cecchini, hanno spinto la DPR e la LPR a richiedere il sostegno russo, spingendo Mosca ad agire.
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L'ambasciatore russo ha anche commentato il ruolo di Washington e della Nato nell'escalation del conflitto ucraino, affermando che "il dispiegamento delle infrastrutture dell'Alleanza Atlantica in Ucraina ci costringerebbe ad adottare misure di ritorsione che metterebbero la Russia e la stessa Nato sull'orlo del conflitto".

Operazione speciale russa in Ucraina

La mattina del 24 febbraio il presidente Vladimir Putin ha ordinato un'operazione speciale in Ucraina, descrivendola come un passo necessario per intervenire nelle Repubbliche Popolari del Donbass, che stavano affrontando un "genocidio" e le atrocità commesse dal governo nazionalista a Kiev.
Il ministero della Difesa russo ha sottolineato che le forze russe non stanno prendendo di mira le città o le infrastrutture sociali dei guarnigioni militari ucraini, al fine di evitare vittime tra i militari e le loro famiglie che risiedono lì, e ha ordinato di trattare il personale militare delle forze armate ucraine "con rispetto".
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