Parlamento approva all'unanimità il decreto per fornire materiale bellico all'Ucraina

© AP Photo / Czarek SokolowskiАмериканские солдаты после прибытия в Польшу
Американские солдаты после прибытия в Польшу  - Sputnik Italia, 1920, 28.02.2022
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Il governo italiano ha approvato all'unanimità il decreto che dà il via libera all'invio di armamenti all'Ucraina: in arrivo missili antiaerei, anticarro, mitragliatrici e munizioni.
Il decreto legge che dispone l’invio di armi a Kiev è stato approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri nel pomeriggio. Secondo quanto si apprende dall’Ansa, l'esecutivo di Mario Draghi ha deciso di sostenere il governo ucraino con la “cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari” e di incrementare, in parallelo, “le misure di soccorso ed assistenza alle persone che, in maniera massiccia, stanno cercando e cercheranno rifugio nell'Unione europea”.
Tra le armi italiane che arriveranno in territorio ucraino, come anticipava il Corriere della Sera, ci saranno missili antiaerei Stinger, missili anticarro Spike, mitragliatrici Browning e Mg e munizioni. Il materiale sarà consegnato dalla Nato che si occuperà della logistica, probabilmente con un ponte aereo fino ai confini con uno dei Paesi membri e poi via terra.
Nelle scorse ore l’Italia ha disposto la chiusura dello spazio aereo ai velivoli civili e militari russi e l’invio di un primo contingente di 1.350 militari dei nuclei speciali in Ungheria e Romania. In tutto l’Italia ha messo a disposizione della Nato circa 4mila uomini.
L’invio di materiale bellico, previa approvazione da parte delle Camere, è autorizzato fino al 31 dicembre 2022, data della fine dello stato di emergenza deciso per .
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Nel decreto c’è anche un capitolo dedicato al dossier energetico, uno dei più sensibili per l’Italia in relazione al conflitto in Ucraina. Il governo, si legge nel testo, “autorizza, anche a scopo preventivo, di anticipare l'adozione di misure per l'aumento dell'offerta e/o riduzione della domanda di gas previste in casi di emergenza”.
Anche se, si precisa, si tratta di “una eventualità che al momento non corrisponde a quella in cui si trova il nostro Paese". Anche il razionamento del gas utilizzato dalle centrali elettriche e termoelettriche “si rende immediatamente attuabile".
Infine, sul piano dell’accoglienza ai profughi in fuga dagli scontri è stato disposto l’incremento di “13mila posti dei centri straordinari che potranno essere attivati dai Prefetti (CAS) e un potenziamento di ulteriori 3mila posti del sistema di accoglienza e integrazione (SAI)".
“Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza, fino al 31 dicembre 2022, in relazione all’esigenza di assicurare soccorso e assistenza alla popolazione ucraina sul territorio nazionale in conseguenza della grave crisi internazionale in atto”, fanno sapere da Palazzo Chigi.
Gli interventi più urgenti saranno finanziati con 10 milioni di euro provenienti dal Fondo per le emergenze nazionali.
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