Ucraina, Mulè annuncia: "Il generale Figliuolo coordinerà le truppe"

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Francesco Paolo Figliuolo - Sputnik Italia, 1920, 27.02.2022
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In un'intervista al Giornale il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, annuncia che sarà il commissario all'emergenza Covid a coordinare le truppe italiane che andranno a rafforzare il contingente Nato tramite il Comando operativo di vertice interforze.
Dagli hub vaccinali al fronte ucraino, il passo è breve. A coordinare i militari italiani che andranno a rafforzare il contingente Nato nei Paesi che confinano con l’area di crisi sarà il generale Francesco Paolo Figliuolo. Ad annunciarlo, in un’intervista al Giornale, è il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè.
Con la possibile dismissione della struttura commissariale con la fine dello Stato di emergenza, il prossimo 31 marzo, quindi, l’attuale commissario straordinario all’emergenza Covid si prepara a coordinare il Comando operativo di vertice interforze.
“Il generale Figliuolo – ha fatto sapere l’esponente di Forza Italia - non interverrà sul terreno, dove ci saranno i comandanti dei diversi contingenti”. Il suo ruolo, ha chiarito, sarà “logistico, metterà insieme le truppe”.
I militari italiani, ha detto ancora Mulè, “andranno a rafforzare il contingente Nato per presidiare i paesi limitrofi all'area di crisi che fanno parte del Patto Atlantico”.
“Non possiamo farci trovare impreparati di fronte ad un possibile inasprimento della crisi, ma – sottolinea - in nessun modo i militari italiani sono autorizzati ad entrare in Ucraina”.
Per un’iniziativa di questo tipo, chiarisce il sottosegretario, “servirebbe un'autorizzazione del Parlamento”.

Intanto, fa sapere Mulè, dopo un incontro tra Draghi e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, è stato approvato un decreto legge che dispone la proroga delle missioni già in atto in Lettonia e Romania, alle quali si aggiungeranno unità e mezzi.
Nonostante a prevalere siano ancora le armi, però, il sottosegretario è fiducioso nella diplomazia. “Quello che accade in Ucraina riguarda un nuovo ordine mondiale, in cui la Russia vuole stringere con la Cina un'alleanza pericolosissima tra due Paesi che si ritengono isolati dall'Occidente”, ha spiegato.
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“Per evitare questo – va avanti Mulè - bisogna trovare una sintesi nei rapporti politici, economici, militari con la Russia”.
“Dopo gli accordi di Helsinki del 75 sulle sfere d'influenza – osserva ancora nell’intervista al Giornale - non si è più aperto un dialogo, ora si deve portare ad un tavolo, facendo tacere le armi, tutti gli attori per riconoscere le ragioni dell'uno e dell'altro e tornare allo spirito di Helsinki 75 e di Pratica di Mare”.
Nell’immediato, secondo il sottosegretario, “si potrebbe trovare un accordo su forme di neutralità del Paese e venire incontro in qualche modo agli indipendentisti del Donbass”.
Intanto, i rischi per l’Italia sono molto alti e riguardano diversi settori dell’economia. Su “tutte le materie prime che importiamo da Russia e Ucraina ci saranno rincari”, annuncia Mulè, che rende noto come al momento sono bloccati 3 miliardi di import-export.
Le sanzioni, tuttavia, rimarca, sono un “forte deterrente”, necessario a “mettere in ginocchio l'economia di chi attacca”.
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