Google sospende la monetizzazione sulle sue piattaforme per i media finanziati dallo stato russo

Google Neon - Sputnik Italia, 1920, 27.02.2022
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L'azienda statunitense ha deciso per il blocco totale nei confronti dei media statali russi. Anche Youtube vedrà bloccati i pagamenti in direzione dei media russi.
Google sta sospendendo la monetizzazione per i media russi finanziati dal governo sulle sue piattaforme e app, incluso YouTube, scrive Reuters.
I rappresentanti di YouTube, citando "circostanze straordinarie", hanno affermato che la piattaforma di hosting per video "sospende la possibilità di monetizzazione di una serie di canali su YouTube".
Google in seguito ha aggiunto di aver anche vietato ai media statali russi di utilizzare la propria tecnologia pubblicitaria per generare entrate su siti Web e applicazioni.
Inoltre, i media russi non saranno in grado di acquistare annunci tramite Google Tools o inserire annunci su servizi Google come ricerca e Gmail.
"Stiamo monitorando attivamente i nuovi sviluppi e adotteremo ulteriori misure se necessario", ha affermato il portavoce dell'azienda Michael Aciman.
In precedenza, Meta, che possiede Facebook, aveva annunciato il divieto di pubblicità e monetizzazione dei media statali russi.
Il 21 febbraio il presidente russo Vladimir Putin ha firmato decreti che riconoscono la sovranità delle Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk e il 24 febbraio ha annunciato l'inizio di un'operazione militare speciale per smilitarizzare l'Ucraina. In risposta, i Paesi occidentali hanno avviato un nuovo ciclo della spirale di sanzioni che stanno colpendo la Russia già dal 2014.
Diverse importanti banche russe sono cadute sotto le nuove restrizioni, tra cui Sberbank e VTB. Diverse società statali hanno avuto difficoltà ad attrarre capitali stranieri. Sono state imposte sanzioni alla fornitura di prodotti high-tech alla Russia. La Germania ha sospeso la certificazione del gasdotto Nord Stream 2. La Gran Bretagna ha chiuso i voli per Aeroflot.
Negli USA e nell'UE si sentono periodicamente dichiarazioni sulla possibilità di disconnettere la Russia dal sistema internazionale di bonifici interbancari SWIFT, ma non c'è unità su questo tema in Occidente. Non si parla, invece, della possibilità di restrizioni all'importazione delle risorse energetiche russe.
Difatti, l'estromettere la Russia dal sistema di pagamenti interbancari SWIFT è certamente una sanzione molto pesante: verrebbero congelati anche gli acquisti di gas e petrolio.
Lo SWIFT, acronimo per "Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication" è il sistema di pagamento internazionale che permette i pagamenti da per la Russia, oltre che per altri Paesi extra-Ue.
"È il circuito globale che sorregge i pagamenti bancari".
Ideato nel 1973 di fatto è un sistema di messaggistica sicuro e universalmente accettato, standard per concludere scambi di valuta, ordini internazionali, vendite e acquisti.
Un volume di denaro enorme, difatti è usato in 200 Paesi, ne fanne parte 11mila organizzazioni finanziarie e viene usato con un ritmo di 42 milioni di messaggi al giorno, in costante crescita.
Swift ha sede a Bruxelles ed è supervisionato dalla Banca centrale Belga, oltre che dai rappresentanti di Federal Reserve System americana, Banca del Giappone, Bce e altri organismi finanziari mondiali.
In questi giorni Draghi ha espresso la sua opinione in merito: sì all'estromissione della Federazione Russa dal sistema di pagamenti internazionali. Perplesso Matteo Salvini, che ha parlato proprio di gas, paventando un prossimo inverno al freddo, non potendo pagare alla Russia le forniture.
Fa eco alla fermezza di Mario Draghi anche il premier ungherese, Viktor Orban e da oltreoceano Joe Biden.
The Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT) - Sputnik Italia, 1920, 26.02.2022
La Germania punta ad una "restrizione mirata e funzionale dello Swift" contro la Russia
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