Ucraina, Prodi: sanzioni contro la Russia colpiranno di più Italia e Germania

© AP Photo / Michael SohnRomano Prodi
Romano Prodi - Sputnik Italia, 1920, 26.02.2022
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L'ex premier italiano ed ex capo della Commissione europea Romano Prodi, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha affermato che le sanzioni occidentali contro la Russia avrebbero un effetto asimmetrico, oltre a ripercuotersi negativamente sull'economia europea e mondiale.
Ad avviso di Prodi, se tale situazione prosegue per qualche altro giorno, la ripresa si ferma o almeno rallenta seriamente ed è anche possibile un’accelerazione dell’inflazione.
L'ex presidente del Consiglio ha dichiarato che le sanzioni in generale e quelle sul settore dell'energia colpirebbero particolarmente l'Italia.
"In Europa, per essere esatti, colpirebbero soprattutto l’Italia e la Germania perché sono le economie che esportano più beni strumentali alla Russia", ha affermato.
Prodi ha osservato che lo spazio dell'Europa nel mercato russo ora potrebbe passare alla Cina.

"Se pongono limiti molto forti all’esportazione di tecnologie per l’industria, sicuramente l’Italia e la Germania ne avrebbero un danno, ma bisogna capire se anche la Russia ne avrebbe un danno. Certo per noi poi la perdita non sarebbe solo temporanea, per la durata delle sanzioni, perché i nostri clienti russi ci sostituirebbero con prodotti cinesi che poi sarebbe molto difficile scalzare", ha sottolineato Prodi, aggiungendo che l’intensificazione dei rapporti di scambio fra Russia e Cina "già oggi è impressionante".

Prodi ha definito "strana" la decisione di Berlino di sospendere la certificazione del gasdotto Nord Stream 2. Inoltre, l'ex presidente del Consiglio ha svelato che è stato sempre contro questo gasdotto.

"Sono sempre stato contrario a Nord Stream 2 perché non ho mai voluto che si togliessero risorse all’Ucraina. Il passaggio del gas dall’Ucraina era un messaggio politico della nostra solidarietà verso quel Paese. L’idea era che se dovevamo dipendere dal gas russo, per lo meno che i diritti di passaggio spettassero a un paese che ne aveva bisogno come l’Ucraina. È un modo per finanziarla. Meglio pagare la tariffa all’Ucraina, che ne ha bisogno, piuttosto che alla Germania", ha detto.

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