Ecco a quanto ammontano le riserve italiane di gas

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Impianto di gas in Germania ad Eugal - Sputnik Italia, 1920, 26.02.2022
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Nel 2020 l'Italia ha estratto circa 4,5 miliardi di metri cubi dai giacimenti di gas sul territorio nazionale. Ma ne consumiamo circa 76 miliardi, di cui il 40 per cento arriva dalla Russia.
Non solo riapertura delle centrali a carbone, evocata nei giorni scorsi dal premier Mario Draghi. Per tamponare gli effetti di un eventuale blocco o sostanziale riduzione delle forniture di gas russo per effetto della guerra in Ucraina, l’Italia starebbe pensando anche di aumentare l’estrazione del gas Made in Italy.
Secondo quanto si legge su Repubblica, il ministero della Transizione Ecologica vorrebbe mettere a frutto i giacimenti italiani, in particolare quelli del Canale di Sicilia. Nel 2020, in Italia sono stati estratti circa 4,5 miliardi di metri cubi di gas nazionale a fronte di un consumo che si aggira attorno ai 76 miliardi.
In totale i giacimenti attivi nel nostro Paese sono circa 1.300. Considerando quelli effettivamente utilizzati, però, si scende a quota 500. Le riserve si dividono tra terrestri e marittime. Quelle che appartengono alla prima categoria si trovano soprattutto in Basilicata, mentre i giacimenti offshore si trovano nell’Adriatico settentrionale, davanti alle coste venete, romagnole e marchigiane.
Il potenziale è valutato attorno ai 350 miliardi di metri cubi, ma fino ad oggi l’Italia ha preferito approvvigionarsi attraverso le importazioni dall’estero per una ragione di convenienza economica.
Insomma, il gas che arriva dall’estero, costa meno rispetto a quello di casa nostra, più difficile da estrarre. Le variabili sono tante: si va dai tempi di estrazione, alla mancanza di tecnologia adeguata, alle scelte di carattere ambientale, come quella di evitare la fratturazione idraulica per evitare possibili danni al territorio.
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Ora, secondo gli esperti, quella di ricominciare ad estrarre di più è una delle strade da percorrere per affrancarsi dalla dipendenza dai produttori stranieri.
Si parla di 2,2 miliardi di metri cubi in più, che dovrebbero arrivare per l'80 per cento dai giacimenti siciliani e per la restante parte dai siti davanti alle coste marchigiane e romagnole e dai giacimenti nel Mari Ionio, all'altezza di Crotone.
Ma non può essere una soluzione immediata, ad esempio per far fronte alle conseguenze della crisi russo-ucraina. Per raddoppiare o triplicare la produzione, infatti, serve tempo e investimenti, sia nella tecnologia che nella logistica.
A mancare, infatti, come sottolinea Repubblica, sono anche i siti di stoccaggio dove immagazzinare il surplus di gas proveniente dai giacimenti di casa nostra.
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